CUSTODIRE IL CREATO

A Varazze si parla di foreste, climate change e gestione dei boschi

Incontro organizzato dalla Comunità "Laudato sì" per il ciclo "AttraversaMenti"

Varazze. Con il patrocinio del Comune e dell’ente gestore del Parco del Beigua la Comunità “Laudato sì” e l’associazione di solidarietà internazionale Rete Radié Resch organizzano il ciclo di incontri “AttraversaMenti – Percorsi di cura alla ricerca di cambiamenti”. L’immagine evoca da un lato il periodo di transizione che storicamente stiamo vivendo e dall’altro la disponibilità al “farsi attraversare” dall’ascolto delle testimonianze proposte negli incontri che si susseguiranno.

“L’iniziativa è rivolta a tutti coloro che sono convinti sia necessario attuare un cambiamento dei propri stili di vita personali per arrivare dal basso ad una conversione delle scelte politiche locali e globali in una logica di ‘tutto connesso’ – afferma la comunità – All’analisi attuale della crisi globale i ‘sintomi ambientali’ del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità risultano evidenti. La Terra manifesta segni di un manifesto squilibrio causato dalla pressione antropica.”

Venerdì 23 ottobre alle ore 20:45 presso il Convento San Giacomo in Latronorio dei Frati Minori, in via san Giovanni 16, in località Piani di San Giacomo, si terrà il primo incontro ad ingresso libero. Il professor Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e Pianificazione Forestale presso l’Università degli Studi di Milano, parlerà del tema “Foreste e climate change – Proteggere, ripristinare, gestire i boschi”.

Le ricerche di Vacchiano hanno per oggetto lo sviluppo di modelli di simulazione a sostegno della gestione forestale sostenibile, della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico, sui disturbi naturali nelle foreste temperate europee e sulla gestione dei boschi a seguito di incendi e tempeste di vento. Per tale lavoro nel 2018 è stato indicato dalla rivista Nature come uno degli undici scienziati emergenti nel mondo. Si occupa inoltre di didattica e comunicazione della scienza, raccontando in maniera chiara, semplice e comprensibile l’emergenza che stiamo vivendo.

“Siamo abituati a pensare che le foreste siano statiche, che stiano lì, immobili, da sempre ma non è così – afferma l’esperto – Semplicemente vivono e cambiano ad un ritmo più lento del nostro. Tuttavia c’è un momento in cui abbiamo la possibilità di apprezzarne il cambiamento e, ironia della sorte, è proprio quando vi si abbatte una calamità o, come si dice in ecologia, un ‘disturbo’.”

“Che sia un incendio, un’alluvione o un’eruzione ciò che segue non è l’estinzione totale – aggiunge – Disturbi di questo tipo sconvolgono un ecosistema ma al tempo stesso aprono lo spazio a specie per cui prima era impossibile vivere in quel contesto. Ad esempio le orchidee muoiono all’ombra fitta degli alberi ma proliferano nei terreni aperti e assolati. Le aquile battono le foreste disastrate perché senza gli alberi godono di maggiore visibilità sulle prede a terra.”

Vacchiano indica una strada. Dal parco nazionale di Yellowstone, negli Stati Uniti, alla foresta pluviale delle isole Haida Gwaii nell’Oceano Pacifico fino alla piemontese Val Sessera ogni bosco rivela storie di connessioni tra alberi e alberi, alberi e animali, alberi e acqua o aria o fuoco, tra alberi e uomini, tra uomini e uomini, dimostrando quanto siamo immersi negli ecosistemi che ci danno la vita. “Le storie che Vacchiano racconta parlano di piante, boschi e foreste ma soprattutto di noi, di come sapremo immaginare il nostro futuro in relazione all’ambiente che ci circonda.”, conclude la Comunità “Laudato sì”.

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Ufficio Stampa 19 Ottobre 2026 - 19:05