
Savona. Venerdì 19 giugno alle ore 18 nella Chiesa San Raffaele al Porto, in piazza Pippo Rebagliati, nella Vecchia Darsena, si terrà la presentazione del libro “Riattivare papa Francesco” con Andrea Bosio e Piotr Zygulski, coautori insieme a Lucandrea Massaro, e Andrea Grillo, Gabriele Laganaro e Alessandro Raso, tra gli autori del volume edito dalla rivista Nipoti di Maritain. Interverrà il vescovo della Diocesi di Savona-Noli monsignor Calogero Marino.
Un bilancio corale del pontificato di Bergoglio tra eredità profetica e limiti irrisolti. Cosa resta davvero del pontificato di Francesco ad un anno dalla sua conclusione? Sinodalità, misericordia, ecologia integrale: sono conquiste irreversibili o promesse incompiute? Quale eredità lascia papa Francesco alle donne, agli scartati, alle Chiese del Sud del mondo? Come si governa il cambiamento in una Chiesa che rischia di archiviare troppo in fretta?
È passato un anno dalla fine del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Troppo poco per tracciarne un profilo storico definitivo ma abbastanza per avviare quel processo di riattivazione che la rivista Nipoti di Maritain, con la sua tradizione di cattolicesimo sociale, personalismo e attualità ecclesiale, si è sentita urgentemente chiamata a compiere. “Riattivare papa Francesco” è una monografia che raccoglie 24 articoli e 17 interviste a teologi, storici, canonisti, pastori e intellettuali di primo piano a livello internazionale.
Il libro rifiuta tanto l’agiografia quanto l’archiviazione frettolosa di un pontificato che ha segnato un decennio di trasformazioni ecclesiali e culturali profonde. Alle analisi si affiancano diciassette interviste con alcune delle voci più autorevoli del panorama teologico ed ecclesiale mondiale: Timothy Radcliffe (creato cardinale nel 2024) Anselm Grün, Teresa Forcades, Lidia Maggi, Massimo Faggioli, Antonio Spadaro, Severino Dianich, Geraldina Boni e l’arcivescova luterana Antje Jackelén, la quale nel 2016 accolse Francesco a Lund per il 500esimo anniversario della Riforma.
“Non saremo noi a dire l’ultima parola sul pontificato di Bergoglio, tutt’altro! – scrivono i curatori – Ci sentiamo custodi di un giardino che ha ancora molte stagioni davanti, più che archeologi interessati ad un passato concluso o architetti di un futuro di nostra esclusiva proprietà.”

