{"id":275,"date":"2026-01-14T18:51:38","date_gmt":"2026-01-14T17:51:38","guid":{"rendered":"https:\/\/chiesasavona.it\/beniculturali\/?p=275"},"modified":"2026-03-05T11:07:24","modified_gmt":"2026-03-05T10:07:24","slug":"le-fondazioni-de-mari-e-cdr-di-lodi-unite-per-il-restauro-del-cenacolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiesasavona.it\/beniculturali\/2026\/01\/14\/le-fondazioni-de-mari-e-cdr-di-lodi-unite-per-il-restauro-del-cenacolo\/","title":{"rendered":"Le fondazioni De Mari e CdR di Lodi unite per il restauro del &#8220;Cenacolo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. A seguito di un\u2019istanza promossa dal <a href=\"https:\/\/chiesasavona.it\/beni-culturali\/\">Servizio per i Beni Culturali Ecclesiastici<\/a> della Diocesi di Savona-Noli la <strong>Fondazione Agostino Maria De Mari<\/strong> (gi\u00e0 della Cassa di Risparmio di Savona) ha erogato un considerevole contributo per il <strong>restauro<\/strong> della grande tela cinquecentesca (266 x 606 cm), conservata nel refettorio del <a href=\"https:\/\/chiesasavona.it\/seminario-vescovile-2\/\">Seminario Vescovile<\/a>, che riproduce la copia del &#8220;<strong>Cenacolo<\/strong>&#8221; vinciano (1495-1497), racchiuso fra le mura del complesso di Santa Maria delle Grazie a Milano.<\/p>\n<p>Insieme a questa elargizione ne era stata concessa una prima, di minimo importo, dalla <strong>Fondazione della Banca Popolare di Lodi<\/strong>. Grazie al sostegno di questi enti filantropici, dunque con un minimo intervento finanziario della propriet\u00e0 del dipinto, sar\u00e0 possibile sostenere il costo di 28.670 \u20ac per il recupero della tela, che, una volta consolidata e pulita, potr\u00e0 restituire una migliore lettura all\u2019osservatore, anche grazie al ripristino della sua veste cromatica oggi in parte danneggiata.<\/p>\n<p>Il grande dipinto era gi\u00e0 conservato nella controfacciata della <strong>Cattedrale Nostra Signora Assunta<\/strong>, prima della realizzazione degli affreschi di <strong>Francesco Coghetti<\/strong> (1802-1875), e in tempi pi\u00f9 antichi probabilmente presso il convento francescano raccolto attorno al chiostro della <strong>Cappella Sistina<\/strong> e dei conversi. In seguito ha trovato ricovero presso il Seminario Vescovile al <strong>Monticello<\/strong> e dopo la sua demolizione \u00e8 stato trasferito, nel 1891, nella attuale sede in via Leopoldo Ponzone, in parte resecato per essere adattato al nuovo ambiente.<\/p>\n<p>La fedele riproduzione \u00e8 testimone del lavoro sviluppato da <strong>Leonardo da Vinci<\/strong> sulla parete del Refettorio delle Grazie, in un momento in cui l\u2019opera, realizzata mediante una tecnica sperimentale che utilizza piccole e raffinate pennellate su intonaco a secco, era ancora ben percepibile, tecnica che purtroppo dopo poco tempo ha cominciato a deteriorarsi irreparabilmente. Considerata l\u2019efficacia della raffigurazione scenica, il desiderio dei contemporanei di possederne copie \u00e8 stata fortissima, unita alla volont\u00e0 di preservarne la memoria.&#8221;<\/p>\n<p>Nonostante le riproduzioni del &#8220;<strong>Cenacolo<\/strong>&#8221; proseguano anche in tempi pi\u00f9 recenti, celebre \u00e8 quella dell\u2019incisore <strong>Raffaello Morghen<\/strong> (1758-1833). Di numero assai ridotto risultano le copie cinquecentesche, dunque pi\u00f9 vicine all&#8217;epoca di esecuzione del dipinto. Tra queste figura appunto la riproduzione conservata presso il <a href=\"https:\/\/chiesasavona.it\/seminario-vescovile-2\/\">Seminario Vescovile<\/a>. Differenti studiosi hanno attribuito la tela di Savona ad allievi del grande maestro, tra i quali <strong>Marco da Oggiono<\/strong> (1470-1524), artista lombardo al quale sono attribuiti alcuni dei cartoni delle raffigurazioni a tarsia del coro della Cattedrale (1500-1522), e <strong>Battista da Vaprio<\/strong>, collaboratore di quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 documentata a Savona anche la presenza di un altro allievo di Leonardo: <strong>Giovanni Pietro Rizzoli<\/strong> (1480\/85-1553). L\u2019artista \u00e8 chiamato nel 1537 da una confraternita locale per periziare un tabernacolo ligneo eseguito dallo scultore <strong>Andrea da Corbetta<\/strong> (1475 c.a.-1547 c.a.). La frequentazione savonese del pittore porta a supporre una permanenza non occasionale e forse gi\u00e0 precedente di alcuni anni, come documentano i riflessi della sua cultura nella tela dell&#8221;Adorazione dei pastori&#8217; di <strong>Antonio Semino<\/strong>, conservata nella Chiesa San Domenico.<\/p>\n<p>La critica, anche se non tutta concorde, riconosce al pittore non solo il nostro &#8216;<strong>Cenacolo<\/strong>&#8216; ma altre opere, oggi frammentarie e in collezione privata, eseguite in Savona per la Chiesa della Santissima Annunziata ma gi\u00e0 riconducibili ad una sua prima riproduzione del &#8216;Cenacolo&#8217; (1515), proveniente dalla <strong>Certosa di Pavia<\/strong> e oggi conservata ad <strong>Oxford<\/strong>. Con il <strong>restauro<\/strong> si confida di individuare altri elementi utili agli studi e offrire una maggiore visibilit\u00e0 al dipinto, a cui gi\u00e0 oggi \u00e8 possibile avvicinarsi con discrezione, addentrandosi all\u2019interno del refettorio del <a href=\"https:\/\/chiesasavona.it\/seminario-vescovile-2\/\">Seminario Vescovile<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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