Savona. Fino al 12 aprile (tranne Pasqua e Lunedì dell’Angelo) dalle ore 16 alle 18 si può entrare liberamente negli spazi espositivi del Palazzo Vescovile, in piazza Vescovado 13R, per visitare ad ingresso gratuito la mostra d’arte pittorica e ceramica contemporanea “Il pane nell’800º anniversario della morte di San Francesco d’Assisi”, nata da un’idea di Silvia Bottaro, presidente dell’Associazione Culturale “Renzo Aiolfi”, e patrocinata, fra gli altri, dalla Diocesi di Savona-Noli.
A chi normalmente non frequenta mostre, per convincerlo a visitare questa in particolare Bottaro consiglia di “fare uno sforzo. Intanto scoprirebbe un’ala del palazzo ricchissima della storia di chi ci ha preceduto. Inoltre il patrono d’Italia ha lasciato un messaggio moderno e legato alla pace, all’essere umili e a conoscere chi ha bisogno”.
Durante l’inaugurazione è stato letto il saluto istituzionale del presidente della Commissione Agricoltura della Camera Mirco Carloni, il quale auspica che “questo viaggio del pane da Savona possa proseguire in tutta Italia, portando il suo messaggio di condivisione ed eccellenza, affinché il lavoro dei nostri artisti e agricoltori riceva il giusto riconoscimento nazionale”.
Sul legame tra san Francesco e il pane il vescovo Calogero Marino, presente all’inaugurazione, ha invitato a “non restare in superficie senza considerare che in Francesco il pane richiama innanzitutto l’Eucaristia e che quindi il pane è innanzitutto un tema cristologico, non sociale, anche se nel santo c’è pure l’attenzione agli ultimi, dei quali lui stesso faceva parte, gli ultimi che invocano il pane, che mendicano il pane”.
Nel cuore del Palazzo Vescovile i visitatori possono ammirare l’installazione di Luciana Scarone che ricorda, fra i vari “miracoli del pane” attribuiti a Francesco, quello del 1224, quando i frati di Folloni rimasero senza cibo e si videro recapitare dagli angeli un sacco contenente i pani inviati miracolosamente dal santo, che si trovava presso la corte del re di Francia.
I sessantuno artisti in mostra rappresentano quel pane che è idealizzazione di un passato agricolo, nostalgia retrospettiva, come in Giorgio Chiarini e Lilia Viriglio, il calore di una tavola imbandita in Mariella Relini e Alessandro Fieschi, conforto nella tragedia per Umberta Righetti, fraternità e condivisione in “quel che resta” di Fiorenza Ferrari, agiografia di san Francesco nella scenografia di Scarone e il pane spezzato di suor Gaetana Zoda, che ricapitola tutte le storie dell’uomo nella Pasqua.






