PATRONI

Varazze, padre Scarso: “Per i Domenicani santa Caterina è madre”

Il superiore della comunità dei Frati Predicatori parla della "mantellata senese"

Padre Michele Scarso O.P., superiore della comunità dei Domenicani di Varazze

Varazze. In occasione della festa patronale di santa Caterina da Siena abbiamo intervistato il superiore del convento dei Domenicani padre Michele Scarso per meglio conoscere la figura della “mantellata senese”, una mistica che tanto ha ancora da dire e insegnare, dalla voce dei suoi confratelli.

Il complesso conventuale voluto da Caterina, in aggiunta alla costruzione dell’attuale Santuario della SS. Trinità (comunemente noto come Chiesa di S. Caterina) nell’allora Varagine, vede oggi presente una nutrita e benvoluta comunità costituita da cinque membri dell’Ordine dei Predicatori.

Attualmente il santuario è amministrato dalla Parrocchia di Sant’Ambrogio Vescovo e curato dalla sua giovane custode e da stretti collaboratori che prestano volontariamente la propria opera. Per ragioni di organizzazione e vicinanza sono appunto i Domenicani a curare la vita liturgica della cappella cittadina. Padre Scarso ci ha gentilmente ospitato e ha risposto alle nostre domande.

Che impatto ha avuto la spiritualità di Caterina sull’Ordine domenicano e viceversa?
“Non è un’esagerazione dire che, se san Domenico è stato il nostro Padre fondatore, santa Caterina è la nostra Madre fondatrice, incarnando il carisma domenicano al femminile. L’impatto reale della sua azione, però, dipende da quanto accogliamo il suo esempio e studiamo i suoi scritti: è straordinario pensare a quanti frati e sacerdoti siano stati suoi discepoli, e quanto lei sia rimasta umile nel continuare a considerare preminente la figura del sacerdote come ‘padre dell’anima’, pur chiamando molti di essi ‘figlio’ in quanto madre spirituale.”

Santa Caterina era una “mantellata”. Com’è cambiato il Terz’ordine da allora?
“Cambiando la forma non è cambiata la sostanza. Rimane una fraternità di laici ispirati dal carisma di san Domenico e contestualmente da quello di Caterina, che cercano di vivere la propria vocazione nella società e nel mondo ispirandosi al loro esempio. Come questo venga declinato, dipende dal luogo dove la fraternità è sita nel mondo, avendo ogni Paese le proprie sfide da affrontare secondo le esigenze locali, pur rimanendo uniti nella preghiera e nell’esempio dato dai nostri santi.”

Da anni voi frati celebrate la messa domenicale nel Santuario della SS. Trinità. Che tipo di legame si è instaurato nel tempo?
“Di questo si occupa principalmente il nostro confratello padre Giovanni Bertelé, che è assistente spirituale sia della fraternità domenicana sia dell’Associazione dei Caterinati e ha svolto il proprio mandato di esorcista diocesano. Certamente celebriamo con piacere presso il santuario, voluto dalla santa nel suo passaggio da Varazze. Il nostro legame con il santuario è forte per tanti motivi e ci ricorda sempre di pregare non solo per la liberazione dalle tante ‘pesti’ fisiche che ci affliggono ma soprattutto da quelle spirituali.”

Cosa ci può trasmettere oggi la figura di Caterina da Siena?
“Come ogni santo proposto dalla Chiesa, è sempre attuale. È un richiamo alla vita cristiana compiuta, che è la santità nelle sue varie forme, nelle diverse epoche e condizioni di vita in cui la si può vivere. Inoltre è un esempio eccellente di impegno, oltreché nella Chiesa, anche nella società. Può certamente ispirare anche il comportamento femminile e la chiamata personale alla santità in tante donne d’oggi, come mediatrici di pace e maestre di vita sul suo esempio.”

In che modo la festa della patrona può diventare occasione di evangelizzazione?
“Con tutto il rispetto per l’attuale assetto tradizionale, sarebbe forse da rivedere la struttura delle celebrazioni, a partire dalla novena stessa. Incontrare Caterina dovrebbe essere un percorso che dura tutto l’anno e non un semplice preludio alla festa. Ricordando e studiando una persona che ha messo Dio al centro della sua vita, che lo ha reso fulcro della sua vicenda umana, possiamo sviluppare in noi la fecondità del Vangelo e imparare da lei come vivere il Vangelo nelle nostre vite e nel tempo odierno, per renderle piene, felici, realmente vissute in Cristo.”

In che modo si può far arrivare il messaggio di santa Caterina ai giovani?
“Per prima cosa bisogna chiedere la sua intercessione affinché siamo incendiati, come lei, dal fuoco dell’amore di Dio. In seconda battuta dobbiamo essere portatori di questo fuoco per attrarre altri con il nostro esempio. Esattamente come fece la santa senese.”

Statua di S. Caterina da Siena, presente nel convento di Varazze
Statua di S. Caterina da Siena, convento P. Domenicani, Varazze

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Luca Tessore 16 Maggio 2026 - 19:40