SOLENNITÀ

Savona, i fratelli Peirone diventano confratelli del Cristo Risorto

Matteo e Paolo: "È il compimento di un cammino di amicizia iniziato da ragazzi"

Savona. La confraternita del Cristo Risorto ha celebrato la solennità dell’Ascensione di Gesù al cielo. Numerosi i fedeli, i confratelli e le consorelle delle confraternite cittadine, con cappe e mantelline, che si sono radunati nell’oratorio di largo Varaldo, dove don Francesco Cotta ha celebrato la messa, animata dal coro della parrocchia di san Michele arcangelo di Giustenice.

Durante la messa si è svolta la cerimonia di vestizione di due novizi, Matteo e Paolo Peirone, che sono entrati così ufficialmente a far parte della confraternita. I due fratelli hanno iniziato a frequentare l’oratorio come portatori sia della “cassa” del Cristo Risorto sia di quella processionale della “Deposizione nel sepolcro”, opera dello scultore savonese Brilla. Tale “cassa”, insieme a quella dell’”Annunciazione” del genovese Maragliano, fa parte dei 15 gruppi lignei della processione del Venerdì santo. Nello stesso oratorio sono anche visibili splendidi crocifissi processionali.

“Mio fratello ed io abbiamo cominciato a frequentare insieme il ‘Cristo Risorto’ che eravamo ragazzi e pieni d’energia. Era bellissimo venirci soprattutto in occasione del Venerdì santo, per portare insieme ai compagni del rugby, la cassa della Deposizione nel sepolcro, la più pesante – spiega Matteo Peirone, cantante lirico di fama internazionale – Poi abbiamo continuato a frequentare perché si sono create amicizie profonde e finalmente dopo tanti anni ho coronato un sogno ed è una giornata di grande, grande felicità.”

“Da tanto tempo io e mio fratello Matteo siamo legati a questo bellissimo oratorio – gli fa eco il professor Paolo Peirone – Da ragazzi eravamo parrocchiani nella parrocchia di sant’Andrea e san Giovanni battista e quando siamo diventati un po’ più adulti abbiamo incominciato a portare la cassa del Cristo risorto. Noi siamo particolarmente legati alla processione della domenica di Pasqua, un po’ di più che a quella del venerdì santo”.

“Nel corso degli anni abbiamo stretto un grandissimo legame, soprattutto con Gianni Varaldo ma anche con gli altri confratelli – aggiunge – Oggi c’è stato il compimento del nostro cammino. Un compimento forse un po’ tardivo, però ci è parso giusto farlo in questo momento per suggellare ulteriormente un cammino insieme coi confratelli. Un percorso di fraternità, solidarietà, amicizia e anche per condividere la nostra comune vocazione, che, come ha detto don Cotta, è un cammino verso l’amore e questo diventa ancora più completo se lo facciamo con i nostri confratelli, con cui da tanto tempo siamo legati.”

Al termine della celebrazione eucaristica i fedeli hanno baciato, come tradizione, i piedi della statua raffigurante il Cristo Risorto, dopodiché l’effige è risalita nella nicchia sull’altare maggiore.

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Sonia Pedalino - Aldo Giachello 18 Maggio 2026 - 19:30