TRADIZIONI

Centinaia di savonesi alle Fornaci per la Madonna della Neve

Il parroco don Magnano: "Maria non è altolocata ma 'figlia del popolo'"

Savona. “L’occhio ammira la bellezza del suo candore e il cuore stupisce nel vederla fioccare”, si legge nel Siracide (43,18) a proposito della neve. Ieri sera la parrocchia delle Fornaci ha celebrato la patrona Nostra Signora della Neve e la Dedicazione della Basilica Santa Maria Maggiore in Roma, avvenuta in seguito al miracolo della nevicata sul colle Esquilino nel IV secolo dopo Cristo.

La festa è uno dei momenti più tradizionali, attesi e suggestivi dell’estate. Centinaia di persone si sono radunate sul litorale e sul lungomare per accogliere la statua della Vergine, trasportata a bordo di un’imbarcazione e approdata sulla battigia grazie ai volontari del comitato Burgu de Furnaxi.

L’effige è stata accolta dal parroco don Angelo Magnano, dal vicario don Thomson Varghese Pullasherry, dai diaconi permanenti Salvatore D’Angelo e Maurizio Vivalda, dalla Confraternita di San Domenico sotto il titolo di Cristo Risorto e dal sindaco Marco Russo. Dallo Scaletto dei Pescatori è partita la processione lungo corso Vittorio Veneto e via Giuseppe Saredo e fino al sagrato della parrocchiale.

“La festa ha una risonanza non solo nel quartiere ma in tutta la città: alla celebrazione di stasera ho visto molta gente di altre comunità e parrocchie – ha dichiarato don Angelo Magnano al microfono de il Nuovo Letimbro – Certamente è molto fornacina, c’è un legame profondo con il quartiere.”

“Penso che piaccia perché Fornaci è un quartiere popolare, nato come borgo di pescatori, operai e lavoratori della terracotta – ha aggiunto – Il fatto che anche Maria non sia un’altolocata ma una ‘figlia del popolo‘ la rende una figura molto vicina alla gente, un po’ come san Pietro. Credo che questo sia il segreto della ricorrenza, che incide nei cuori della gente, anche di chi non è praticante.”

“È importante tenere insieme l’aspetto sacro e quello civile della festa – ha sottolineato il sindaco Marco Russo – C’è un significato religioso profondo che ha segnato la nostra città e segna ancora la nostra comunità civile ma è anche un momento in cui quest’ultima si ritrova in un tratto identitario. È un momento di festa che arricchisce tutta Savona. La messa celebrata sotto il nuovo murale realizzato per la circostanza dice che tali momenti segnano anche fisicamente la città.”

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Simone D'Angelo 6 Agosto 2026 - 18:46