Savona. Nato nel 2017 nel capoluogo lombardo dall’esperienza “BellaMILANO” e dalla collaborazione tra il Consorzio Communitas, la Fondazione Angeli del Bello e l’associazione Extrapulita, oggi il progetto Custodi del Bello è diffuso in 14 città italiane, compresa Savona, che ha aderito all’iniziativa nel maggio 2022, diventando la quinta città a farlo. La Fondazione Diocesana Comunità Servizi è l’ente gestore e promotore del progetto.
Il primo impegno dei Custodi del Bello della “città della Torretta” è stato, tra marzo e maggio dello stesso anno, la riverniciatura delle panchine della passeggiata a mare del Prolungamento. Dei quattro tinteggiatori alcuni sono persone specializzate, altri apprendisti, e cambiano ogni volta che c’è un nuovo compito da svolgere. Questo programma è volto ad aiutare i più bisognosi ad inserirsi nel mondo del lavoro.
Dal 4 agosto gli operatori stanno ritinteggiando sette aule dell’Istituto Comprensivo Don Andrea Gallo in via Giuseppe Verdi, solo l’ultimo in ordine di tempo delle decine di interventi finora eseguite. “Oramai ne abbiamo perso il conto – dice con una punta di soddisfazione il responsabile Lorenzo Capelli – Operiamo in tutti i quartieri durante le vacanze estive e natalizie, rimettendo a nuovo aule, corridoi, mense e palestre. Dov’è richiesto il nostro intervento ci mettiamo a disposizione.”
“‘Custodi del Bello’ ottiene risultati molto buoni – sottolinea – ciò di cui sono più contento è che il 66% delle persone in condizioni precarie che ci aiutano riesce a trovare uno sbocco professionale. Il progetto è un ponte fra l’inoccupazione o il ‘lavoro nero’ e la possibilità di lavorare in regola per avere maggiore autonomia e di nuovo una socialità.”
“Purtroppo è difficile far capire alle persone il progetto nel suo insieme – rileva Capelli – Spesso veniamo ringraziati e osannati dalla cittadinanza per quello che facciamo: molti pensano sia soltanto volontariato, invece i Custodi svolgono un lavoro vero e proprio mediante la formula dell’attivazione sociale, con un contratto e una retribuzione regolari, corsi di formazione sulla sicurezza e visite mediche obbligatorie, quindi equiparabile ad un tirocinio.”
“Tutti loro hanno bisogno di questa ‘palestra’, cioè un lavoro dove, tra le altre cose, si imparano la puntualità e il rispetto delle consegne e dei colleghi – aggiunge il responsabile – Le attivazioni sociali hanno un limite di 20 ore, quindi è un lavoro part-time: i Custodi passano dal non far nulla ad una situazione intermedia rispetto al tempo pieno.”
“Fin da subito le istituzioni hanno capito e sposato la bontà del progetto – conclude Lorenzo Capelli – Il Comune e le scuole ci forniscono il materiale per lavorare. ‘Custodi del Bello’ ha sempre più successo perché non è pura assistenza ma insegna alla persona a lavorare e riprendere fiducia nelle proprie capacità ed è un’occasione di socialità, costruzione di un’autonomia e reinserimento nel mondo del lavoro.”




