IN PERSONA CHRISTI

Padre Redaelli, sacerdote da 25 anni: “Non traguardo ma tappa”

"Essere parroco è stare vicino alla gente e donare la gioia del pastore che la guida"

Padre Enrico Redaelli

Savona. Nel suo servizio quotidiano un parroco si può trovare a dialogare con una comunità in trasformazione e segnata da differenti esigenze spirituali e sociali. Il suo ruolo si inserisce in un contesto pastorale che richiede certamente ascolto, presenza costante e capacità di accompagnare le persone ogni giorno, in particolare nei momenti decisivi della loro vita.

Uno dei parroci che nella diocesi di Savona-Noli operano perseguendo questa linea è il carmelitano scalzo padre Enrico Redaelli, originario di Mariano Comense (Como), da sei anni guida spirituale della comunità San Pietro Apostolo e dal 2026 coreferente di zona pastorale insieme a suor Morena Mazzer. A giugno il religioso ha festeggiato il suo venticinquesimo di sacerdozio.

Padre Redaelli, come ha vissuto questo traguardo?
“Innanzitutto lo vedo più come una tappa di un percorso in evoluzione. Mi ha suscitato un grande rendimento di grazia verso il Signore, i miei confratelli e tutti i fedeli sia di Savona sia della nostra missione nella Repubblica Centrafricana.”

Come è nata la sua vocazione?
“Entrai in Seminario ad Arenzano quando avevo 11 anni, perché volevo mettermi in ascolto di Dio. Nel corso degli anni il Signore si è fatto sentire tramite i miei formatori e la mia fede è cresciuta e continua a crescere ogni giorno.”

Cosa l’ha spinta a diventare carmelitano scalzo?
“La conoscenza della vita del Carmelo, grazie al Santuario di Gesù Bambino di Arenzano, e la scoperta del carisma dell’ordine, ovvero una quotidianità fatta di preghiera e annuncio del Vangelo. Ho pensato fosse la strada giusta per me ma, ripeto, è una consapevolezza progressiva che sto affinando ancora oggi.”

Per diverso tempo è stato in missione in Centrafrica: cosa le ha lasciato?
“Mi ha trasmesso tanta gratitudine per l’esperienza compiuta e la piacevole accoglienza delle persone di una Chiesa in maggioranza giovane come quella centrafricana. Ciò mi ha portato ad avere una maggiore apertura apostolica, il poter annunciare il Vangelo, e mi ha permesso di comprendere appieno il significato della missione.”

Cosa significa essere parroco?
“Essere vicino alla gente e ai fedeli, donare e ricevere la presenza, la gioia del pastore che guida le sue pecore. Sento maggiormente la Chiesa carmelitana, visto che la parrocchia in cui opero appartiene all’ordine.”

Infine una curiosità: come si confessa chi ascolta i peccati degli altri?
“Nello stesso modo in cui lo fanno gli altri: in veste di fedele. In più, tramite la confessio laudis, vale a dire la ‘confessione di lode’, ringrazio e riconosco che la misericordia di Dio è immensa rispetto alle mie fragilità.”

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Riccardo Sugliano 11 Agosto 2026 - 15:30