LETTERE

La nipote di don Frumento: “Grazie, zio, per avermi dato fiducia!”

"Era dotato di una spiccata intuizione che ha salvato più volte persone in difficoltà"

Don Giancarlo Frumento

Mio zio don Giancarlo Frumento nacque il 23 settembre 1936 a Savona, primogenito della famiglia. Tre anni dopo nacque mio papà Giuseppe, cinque anni dopo la sorella Marilena. Don Giancarlo fu ordinato presbitero in Cattedrale da monsignor Parodi sabato 27 giugno 1964. Oltre ai genitori Tommaso e Concetta, è sempre stato circondato da persone che lo hanno accompagnato nella crescita spirituale e umana, in particolare la nonna paterna Maddalena e lo zio don Mario, del quale ha seguito l’esempio di parroco e amico.

Tra gli anni ’60 e ’70 fu vicario nella parrocchia della Chiavella, dove dimostrò subito una rara sensibilità per i giovani e si mise al lavoro per educare i ragazzi con famiglie difficili. Molte volte mi ha raccontato che l’idea del campetto da calcio in via Buozzi fu proprio sua, per coinvolgere i ragazzi in attività in cui potevano svagarsi e stare il più lontano possibile dai problemi. Era un pezzo di terreno incolto e abbandonato che lui fece spianare e dotò di porte. Poi fondò una squadra di calcio, la CHI. MO. R. (Chiavella Moroni Rocca), che iscrisse ai campionati junior con discreti risultati.

A fine anni ’70 fu trasferito a Stella San Bernardo. Allora ero piccola e proprio in quella parrocchia imparai a camminare. Recentemente Emanuela, un’amica di Stella San Bernardo, mi ha fatto notare che mio zio sembrava come uno degli angeli che si vedono nei dipinti, con i suoi occhi azzurri che rispecchiavano la purezza della sua anima.

Tra il 1988 e l’89 diventò parroco di Zinola. Purtroppo in quel periodo la nostra famiglia fu messa a dura prova dalla malattia di mio papà. Fu molto difficile, avevo solo dodici anni: non potrò mai dimenticare tutte le volte che mio zio ci ha portati all’ospedale di corsa. Non ci ha mai lasciati soli e ha accudito mio papà con tutto l’amore che solo lui poteva donare. Fino all’ultimo è stato sempre presente accanto a suo fratello.

Per seguirlo meglio con le cure ci siamo trasferiti a Zinola per qualche tempo. Mio papà è venuto a mancare pochi mesi dopo all’età di 50 anni. Sul letto di morte ha chiesto a mio zio di aiutare mia mamma a crescermi e così è stato. Mi è sempre stato vicino e non mi ha fatto mai mancare il suo affetto e conforto. Si è occupato anche di mia nonna, la quale, pur avendo un carattere forte e determinato, non aveva superato la morte del figlio, e fino all’ultimo giorno di vita pensava che il suo Pino fosse partito per un lungo viaggio e che presto sarebbe tornato.

Don Giancarlo è stato per più di ventisette anni parroco a Zinola, dove non è stato solo un pastore premuroso verso i fedeli: per molti è diventato uno di famiglia. Nel 2016 fu inviato nella parrocchia di Vado Ligure insieme a don Giulio: tra loro c’era una profonda amicizia che li aveva legati fin da giovani e che si è rafforzata in età matura.

Pur servendo con dedizione la Chiesa di Savona, nel tempo libero si è dedicato con altrettanta passione alle missioni con l’aiuto di validi e coraggiosi laici e si è recato personalmente a svolgere vari lavori manuali, corsi di formazione e sostegni economici in Albania, Eritrea, Camerun e altri svariati posti. Questo perché, per quanto poteva, non ha mai dimenticato la solidarietà verso le Chiese sorelle incontrate nella sua vita.

Nel novembre 2024 si era trasferito nella Casa San Giuseppe, in via Manzoni, a Savona, dove celebrava ogni giorno la messa con l’aiuto di suor Carla. Conduceva una vita tranquilla, uscivamo a fare delle passeggiate, il caro amico Adriano ed io lo portavamo a far visita ai santuari. Amava la natura e le piccole cose, sapeva cogliere tutti i particolari: era dotato di una spiccata intuizione che ha salvato più volte persone in difficoltà.

Purtroppo a gennaio 2026 oltre ai problemi di memoria sono subentrati altri. Anche se è stato seguito in maniera amorevole sia dal personale della Casa San Giuseppe sia da me non aveva più la forza fisica per reagire. Ha passato gli ultimi quattro mesi di vita allettato, senza mai lamentarsi, pregando fin quando ha avuto voce, sempre contento di vedere mia mamma, Adriano, Betty, don Giulio, mio cugino Massimo, mia zia Marilena, Elisa, Marina, Tiziana e il personale della Casa. A tutti gli amici che venivano a trovarlo diceva sempre che andava verso la guarigione: una frase che lascia una libera interpretazione…

Ci ha lasciati il 10 agosto, prossimo ai novant’anni. Ringrazio tutte le persone che ci sono state vicine: Elisa ed Anna, che sono riuscite a dargli l’ultimo saluto, Lorena, che quel giorno è stata con me tutto il pomeriggio, chi è stato con me la sera e chi i giorni successivi, tutte le care persone care che mi hanno dimostrato il loro affetto e la loro vicinanza. Ringrazio in particolar modo Silvia, Simona, Eleonora, Anna, Claudio, Micaela, Andrea, Monica, Alessia, Alessandra, Simona, Samantha, Wilma, Jemy, Tiziana, Franca e Antonella, che lo aveva conosciuto a gennaio 2026, in Nefrologia e con la quale è entrato subito in empatia.

Soprattutto voglio ringraziare te, zio, per i tuoi insegnamenti: li porterò sempre con me. Grazie per tutte le volte che ho creduto di mollare e invece sono andata avanti per te! Grazie perché anche nella sofferenza hai dimostrato la tua fede e la tua fiducia nel Signore e in me! Grazie per i pomeriggi trascorsi insieme e tutti i bellissimi ricordi che mi lasci!

Di fronte al letto della tua camera avevi la foto di tuo fratello e una statuetta della Madonna del Tindari, località in provincia di Messina dove sorge il Santuario della Madonna nera, che avevi visitato anni prima in occasione del matrimonio dei miei genitori. Tutti i giorni te li mostravo e tu con un filo di voce dicevi “Tindari e Pino!”. Il 23 settembre avresti compiuto novant’anni ma ho scelto questa foto perché i tuoi occhi avevano sempre la stessa luce, come quando ne avevi trenta all’oratorio della Chiavella. Mi mancherai per sempre “Dongianfrum”, come ti chiamavamo Adriano ed io.

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tua nipote Patrizia 21 Settembre 2026 - 17:31