EDUCARE CON LO SPORT

Basket, atletica, nuoto, “Silver Fit”: il CSI e la sua missione cristiana

Quasi 4mila tesserati in Liguria, tra le società affiliate la Rari Nantes Savona

Savona. Il 1° settembre sono ricominciate le stagioni delle società sportive affiliate al Centro Sportivo Italiano, attivo in tutte le regioni d’Italia, con la Liguria che in questi ultimi anni è stata portatrice di idee innovative e coinvolgenti.

Nell’ultima annata 2025-2026 nella zona di Savona-Albenga i tesserati sono stati ben 3870. Gli sport dominanti sono il basket a Cairo Montenotte, Celle Ligure e Vado Ligure, l’atletica a Varazze, Ceriale e ancora Vado Ligure e quelli acquatici della Rari Nantes, che ogni anno riesce a sfornare vari talenti, come i pallanuotisti Davide Occhione, Alessandro Gullotta e Andrea Condemi, che hanno vinto i recenti Giochi del Mediterraneo con la nazionale italiana.

Nella nostra regione il CSI è nato nel 1945 tra gli oratori e i campetti parrocchiali di calcio per consentire ai giovani di fare sport. Fino a poco tempo fa la maggior parte degli iscritti era under 16. Ora che la Liguria è la regione più anziana d’Italia si cerca invece di includere persone di tutte le età con attività come la camminata in acqua ad Alassio, Andora e Varazze, che ha preso spunto dalla Francia ed è riconosciuta come disciplina sportiva a livello nazionale.

L’iniziativa più particolare rivolta agli anziani è il progetto “Silver Fit” a Quiliano, presente da un anno e che, visto il successo, è stata approvata in tutta Italia. Questa idea serve a tenere in movimento gli anziani e creare gruppi tra loro. Il CSI cerca anche di andare oltre lo sport proponendo attività come il bando “Digitalizzazione“, attivo ormai da tre anni e volto a permettere alle persone che non hanno molta dimestichezza con le nuove tecnologie di adattarsi al digitale. Nello specifico a Savona per questo bando si appoggia ai volontari di Auser, associazione che aiuta le persone anziane.

Il centro sportivo collabora anche con la Fondazione Carige di Genova per il progetto “Un quartiere in gioco – Sport e inclusione nel quartiere San Teodoro”, fondamentale per sostenere le famiglie in difficoltà economica e garantire a tutti i ragazzi il diritto di praticare sport. Infine due anni fa è cominciato il “Progetto QR” in una palestra sottostante il ponte san Giorgio, sempre nel capoluogo ligure, in cui si pratica attività motoria gratuita per agevolare il ripopolamento del quartiere Certosa dopo il crollo del viadotto Morandi nel 2018.

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Riccardo Sugliano 30 Settembre 2026 - 18:29