OLTRE LA FEDE

La campionessa di canoa Ariela Peira: “Credo nei valori cristiani”

L'atleta ha vinto il titolo italiano Master dopo una lunga pausa per la famiglia

Ariela Peira

Savona. “Mi è sembrato il giusto riconoscimento per i miei sacrifici, visto che, oltre allo sport, lavoro e studio, nonostante non sia più così giovane”. Queste le parole dell’atleta 43enne savonese Ariela Peira, che a Castel Gandolfo, nel Lazio, ha vinto il titolo italiano di canoa nella categoria Master B femminile K1 200 dopo un lungo stop dedicato alla famiglia.

Oltre 30 società e 150 atleti hanno partecipato ai Campionati Italiani Master. Peira, classe 1983, un titolo italiano nel K4 Senior conquistato nel 2001, ha rappresentato la Canottieri Sabazia. Nella sua categoria ha partecipato alla gara del K1 500 metri, classificandosi seconda, invece alla gara del K1 200 m ha vinto la medaglia d’oro e il titolo nazionale.

Per lei fare sport significa essere sempre a stretto contatto con la natura: “Sentire il profumo del mare mi fa venire in mente la canoa – La natura è la nostra casa e se non rispettiamo l’ambiente facciamo del male a noi e soprattutto ai nostri figli. È importantissimo, fondamentale!”.

Con la sua città natale Savona mantiene un legame particolare che le risveglia i ricordi della sua gioventù. Ha cominciato infatti a praticare il suo sport all’età di tredici anni e fino al raggiungimento dei ventuno. In quel lasso di tempo ha partecipato a gare tenutesi in tutta Europa e anche ad una a Philadelphia, negli Stati Uniti d’America.

In seguito ha voluto prendersi una pausa per occuparsi dei suoi familiari e a quarantun anni è tornata più forte e determinata di prima. “Oltre al talento e alla costanza, il mio fisico ha avuto un ruolo importante e mi ha permesso un tempo di recupero veloce”, sottolinea la sportiva. In questo momento sta gareggiando solo in Italia ma i suoi nuovi obiettivi sono i campionati europei e i mondiali master.

“Non sono credente – rivela – però per me sono molto importanti i valori cristiani: l’amore, il rispetto per la famiglia e l’adempiere ai propri impegni, come il matrimonio”. Per il futuro un augurio: “Sono triste per il fatto che ci siano poche donne in questa disciplina, grazie alle mie parole spero di avvicinarne il più possibile”.

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Riccardo Sugliano 6 Ottobre 2026 - 18:05