PRIMA VOLTA

Don Cotta a Lavagnola: “Sono un baby parroco, ho bisogno di voi”

Il suo insediamento: "Camminiamo insieme sotto la guida rocciosa di Gesù"

L'ingresso di don Francesco Cotta a Lavagnola

Savona. Don Francesco Cotta è il nuovo parroco di San Dalmazio Martire. Nel pomeriggio di sabato il 47enne sacerdote, nato a Genova, ordinato nell’aprile 2024 e alla sua prima nomina vescovile come guida spirituale, ha preso possesso della chiesa e della parrocchia di Lavagnola.

Dopo l’accoglienza nel quartiere da parte dei fedeli e degli abitanti, avvenuta presso la Società di Mutuo Soccorso Libertà e Lavoro, il presbitero si è recato in processione insieme ai lavagnolesi accorsi, al vescovo Calogero Marino e agli altri preti diocesani verso San Dalmazio, dov’è stata celebrata la messa di “ingresso” al posto di don Camillo Podda.

La liturgia è stata presieduta dal presule e concelebrata dal vicario foraneo don Angelo Magnano (che ha letto il decreto di nomina), da don Germano Grazzini (parroco nelle Albisole) e don Giuseppe Ippolito (parroco dei Santi Giovanni Battista e Andrea Apostolo). Erano presenti il sindaco Marco Russo e il presidente del Consiglio Comunale Francesco Lirosi. Domenica 18 ottobre alle ore 18 don Cotta si insedierà anche in San Bernardo, nella frazione San Bernardo in Valle.

“Ci sono molte immagini che parlano della bellezza di essere Chiesa: la più famosa e teologica è certamente quella di san Paolo, l’unico grande corpo con tante membra e un solo capo – ha affermato don Cotta al termine della funzione religiosa – Guardando i vostri visi mi viene in mente un grande popolo millenario che cammina. Camminiamo tutti insieme verso una meta che conosciamo e ci è stata rivelata da Dio stesso. Non conosciamo la strada o quant’è lunga, le prove, le difficoltà, ma siamo sicuri perché la guida è rocciosa ed è Gesù.”

“In questo cammino, di tanto in tanto, le nostre storie s’incrociano e quando abbiamo la grazia di viverle insieme è un dono di Dio – ha continuato – Ho girato molte comunità, ben sette in nove anni, grossomodo una all’anno, di cui due ad Albisola, la mia permanenza più lunga. Fin adesso ho percepito la fatica del ricominciamento e di salutare e conoscere di nuovo le persone ogni volta, cosa per la quale noi liguri abbiamo bisogno di tempo. Oggi vedo un grande dono, perché siete tutti qui.”

“Anche se breve, il nostro cammino lascia il segno, creiamo relazioni e amicizie che restano – ha aggiunto don Cotta – Gesù dice: ‘Ciò che legherete sulla terra sarà legato nei cieli’. È questo che facciamo: i nostri legami continuano nell’eternità di Dio. Sono lieto di cominciare questa nuova avventura con voi, che mi avete accolto senza neanche conoscermi. Mi avete guidato nelle vostre campagne per mostrarmi la bellezza e le fatiche di questa zona, in cui sono ancora foresto. Sono convinto che cammineremo insieme bene, sono un baby parroco e avrò bisogno del vostro aiuto. Vi ringrazio e, visto che siamo tutti pellegrini, auguro a ciascuno di voi ‘Buen camino!’.”

L’ingresso di don Francesco Cotta a Lavagnola

“Ho accompagnato don Francesco in mezzo a voi con il cuore un po’ stretto, quasi chiedendovi perdono: siete felici perché c’è lui ma anche tristi perché non c’è più don Camillo – ha dichiarato invece monsignor Calogero Marino nell’omelia – È il giro della vita che ci chiede questo: accettare la fatica e la bellezza del cambiamento. Vi chiedo di accogliere con cuore aperto e gioioso il nostro fratello presbitero Francesco.”

“Il prete è come il servo del Vangelo che esce per chiamare gli invitati alle nozze: è chiamato ad uscire, a non rimanere chiuso in chiesa o in sacrestia, ad andare agli incroci delle strade e chiamare tutti – ha sostenuto – Questa è la gioia di un prete o un vescovo: chiamare tutti perché tutti possano fare esperienza del mistero santo di Dio. Il prete è un dito che indica Gesù e per farlo deve spendere tutta la sua vita.”

“Ricordo ancora la pagina del Vangelo che mi ha accompagnato nella mia vita quando sono diventato parroco nel 1997. Ne è passato di tempo! – ha rammentato il vescovo – Il prete è fragile e peccatore come tutti, qualche volta il suo ministero sembra impossibile, ma Paolo dal carcere scrive ‘Tutto posso in colui che mi dà la forza’. Sarebbe bello se le parole di Paolo potessero accompagnare il cammino di don Francesco nei prossimi anni!”

L’ingresso di don Francesco Cotta a Lavagnola

“Desideriamo rivolgere la nostra gratitudine per il particolare riguardo con cui monsignor Marino segue la vita della nostra parrocchia – ha detto Giovanni Mario Spano, priore della Confraternita di San Dalmazio, a nome della comunità parrocchiale – Già in passato avevamo manifestato questi sentimenti per aver dato alla nostra comunità don Mario e don Camillo, che in questo momento ricordiamo con profondo affetto e gratitudine.”

“Oggi il vescovo Marino è qui per consegnarci un’altra preziosa guida nella persona di don Francesco Cotta – ha aggiunto – La sua confortante sollecitudine per ravvivare le nostre iniziative pastorali ci spinge a seguire con maggiore fedeltà gli insegnamenti evangelici e ad intensificare la preghiera per sostenere e fecondare il cammino sinodale avviato sotto la sua illuminata guida.”

“Da oggi don Francesco è alla guida della nostra comunità, che da diciotto secoli è posta sotto la protezione di san Dalmazio, martirizzato per aver predicato il Vangelo di Cristo – ha proseguito – Desidero confermare gli auspici che furono espressi in passato e dovranno segnare il nostro cammino di conversione, che oggi continua con lui. Pur nei nostri limiti, ci impegneremo a lavorare in autentica amicizia e fraternità.”

“Per questo camminare insieme esprimo un desiderio che viene spontaneo dal cuore di tutti – ha concluso – Confidiamo davvero che sotto la sua guida la nostra comunità, in genuino spirito evangelico, possa diventare sempre di più una casa accogliente, aperta a tutti, senza riserva alcuna, anche per coloro che da tempo non la frequentano o se ne sentono tagliati fuori. Una casa di speranza in questa società turbata e in cui la Parola del Vangelo possa rianimare la fede, riaccendere il desiderio di grandi scelte nei giovani, incoraggiare il cammino degli adulti, consolare i malati e lenire il cuore di chi soffre.”

L’ingresso di don Francesco Cotta a Lavagnola

Alla messa di ingresso di don Cotta era presente anche Luca Crescentini, seminarista proveniente dal Perù e che proseguirà i suoi studi presso il Seminario Vescovile. “Dico a tutti voi un immenso grazie per quest’anno in cui avete accolto me, straniero, non ligure, non savonese – ha detto – Grazie al vescovo Calogero per avermi fatto il regalo di prestare servizio a Lavagnola, dov’è presente l’Oratorio don Bosco, che mi ha cresciuto fin da piccolo.”

“Grazie a don Camillo, alle famiglie, agli amici conosciuti quest’anno, grazie tantissimo ai ragazzi e alle ragazze dell’oratorio. I nomi sono troppi da scrivere, spero di aver l’occasione di dire ‘Grazie!’ a voce a ciascuno – ha concluso – Ora non posso fare altro che augurare un buon inizio e un buon cammino a don Francesco. Pensavo che dopo il Perù sarebbe stato difficile ‘farmi rubare il cuore’ di nuovo, invece anche voi ne avete preso un bel pezzo.”

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Simone D'Angelo - Roberto Rossi 12 Ottobre 2026 - 19:04