800 ANNI

Il “Cantico delle Creature” di san Francesco in mostra a Savona

È il primo evento a tema religioso organizzato dalla Fondazione Centofiori

La mostra d’arte "Cantico Dipinto" a Savona

Savona. In occasione dell’800° anniversario della morte di san Francesco d’Assisi dal 17 al 31 ottobre dalle ore 16:30 alle 18:30 (lunedì e martedì chiuso) nelle sale del Palazzo Vescovile, in piazza Vescovado, è visitabile ad ingresso libero la mostra d’arte “Cantico Dipinto“, organizzata dalla Fondazione Centofiori, che dal 2007 promuove attività culturali.

In esposizione le opere di Albert Barreda, Giacomo Lusso, Stefano Pachì (con le tavole originali del calendario di Frate Indovino del 2026 dedicato a san Francesco), Aldo Pagliaro, Oreste Rossi, Annamaria Rossini, Arturo Santillo e Carlo Sipz e le ceramiche di Yili Plaka. Ogni quadro è dedicato ad una strofa del “Cantico delle Creature“, che è stato letto dall’attore Jacopo Marchisio durante l’inaugurazione.

I linguaggi, le tecniche e i diversi approcci adottati dagli otto artisti restituiscono la sensibilità con cui si sono confrontati con il “Cantico” in un percorso che interpella il visitatore a lasciarsi coinvolgere dall’originale dialogo fra preghiera e arte.

“In questi diciannove anni abbiamo promosso mostre, libri e conferenze ma mai una volta un evento su un tema religioso – ha dichiarato il presidente della fondazione Giancarlo Berruti – Ora ci abbiamo provato. Un ringraziamento a don Angelo Magnano, che ci ha fatto aprire le porte del Palazzo Vescovile, e complimenti alla Curia per aver patrocinato l’iniziativa.”

Parole di apprezzamento anche dallo stesso don Angelo Magnano, responsabile del Servizio per i Beni Culturali Ecclesiastici diocesano, secondo il quale la mostra aiuta a comprendere “le infinite risonanze che Francesco e la sua opera hanno nella sensibilità di ciascuno di noi e anche nell’arte. In fondo il ‘bello’ di san Francesco è che unisce tutti nel credere nella comune ricerca dell’essenziale e nel rapporto con l’altro, che è il creato, il fratello, il povero, il lebbroso, il brutto”.

Il sacerdote ha invitato anche ad aggiungere una strofa del “Cantico” non inclusa nell’allestimento e che recita “Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione”: “Nell’attuale dolorosa stagione storica occorre farla risuonare attraverso le creazioni artistiche ma soprattutto mediante l’arte del dialogo, del perdono e della riconciliazione a tutti i livelli”. L’assenza della strofa “è un invito a colmarla ognuno di noi con la sua sensibilità”.

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Ivano Lusso 22 Ottobre 2026 - 18:10