Savona. Nel Campo Sportivo Don Tomaso Peluffo della Parrocchia San Paolo Apostolo è sbocciata una nuova squadra di calcio a 7: l’Hala Blanca. Dal 2023, anno della sua fondazione, ad oggi ha militato nei tornei amatoriali. Dal 15 maggio è iscritta al Centro Sportivo Italiano, ente che si occupa di promuovere lo sport per tutte le fasce sociali.
La rosa comprende dieci ragazzi dall’età media di diciannove anni. Il presidente è il parroco don Angelo Magnano, il vicepresidente e capitano Matteo Carazzone, la tesoriera Elisa Carazzone, membri cofondatori Davide Pontiggia e Leonardo Briano. L’Hala Blanca ha accordi con tre sponsor: l’Officina Grand Prix 71, la gelateria InSisto e il bar Toro Loco.
La prima partita ufficiale è stata il 16 ottobre nell’Epic Cup. Dopo un buon primo tempo, chiuso sul 2-2, è crollata “sotto i colpi” del Darsenal con il risultato di 7-2. Nonostante il punteggio dell’intervallo gli avversari hanno dominato la gara dall’inizio alla fine, creando molte occasioni da gol e rendendosi sempre pericolosi. Matteo Carazzone ci spiega le origini della squadra.
Perché vi chiamate Hala Blanca?
“In spagnolo vuol dire ‘forza bianca’. In precedenza il nostro logo era bianco, ora invece è nero e la nostra maglia ha assunto il colore bianco con strisce viola e dietro la scritta ‘Savona‘. Le altre proposte per la denominazione erano Oratorio San Paolo FC e una che comprendesse le iniziali dei giocatori.”
Qual è il significato del colore sociale?
“Il bianco simboleggia l’infinito da cui si può creare tutto. Nel nostro logo c’è proprio un’ala bianca, che prima era azzurrina su sfondo bianco. Il simbolo raffigura un grifone ma vogliamo portare avanti un progetto unico nel suo genere, senza imitare un club esistente.”

Qual è il vostro scopo?
“Essere una rivalsa per coloro che vorrebbero giocare a calcio ma non riescono ad ambientarsi con i compagni per colpa dei gruppetti che spesso si formano nelle squadre professionistiche. Questo gruppo deve essere un’isola sicura in cui poter parlare di problemi e divertirsi insieme per ‘staccare un po”, una bolla in cui puoi sfogarsi ed esprimersi al meglio.”
Quali valori cercate di trasmettere ai ragazzi?
“Vorremmo far capire loro che si può imparare dai propri errori e che servono spirito di sacrificio e gioco di squadra per colmare le lacune dei singoli. Io stesso cerco di dare l’esempio, ad esempio arrivando al campo in anticipo.”

Come risponde la parrocchia all’iniziativa?
“I nostri genitori e nonni svolgono un ruolo importante negli investimenti, oltreché per l’oratorio, la parrocchia e la logistica, come trasporti e raccolte fondi per i tornei. In particolar modo i nonni danno consigli utili. Sono contento che tutti si dedicano al progetto con passione.”
Don Magnano riesce a conciliare gli impegni parrocchiali con quelli societari?
“Si è proposto lui di fare il presidente, cosa che mi ha colpito molto, perché è molto attivo in parrocchia, ha diversi impegni ma nonostante tutto vuole essere sempre informato sulla squadra. Ha anche fatto rifare le barriere del campo, che erano divelte da tempo e servono per la sicurezza dei giocatori e di chi ne sta fuori.”
Come si entra in squadra?
“Gli allenamenti sono aperti a tutti. Vista l’assenza di un coach, ci ‘autovalutiamo’ fra noi giocatori e siamo tutti sullo stesso piano: questo è un valore importante da portare anche al di fuori.”





