Savona. Lo scorso sabato nell’Oratorio del Cristo Risorto il Banco Alimentare della Liguria ha celebrato i suoi trent’anni di attività nella raccolta di beni di prima necessità e a lunga conservazione nei supermercati e la loro distribuzione ai più bisognosi. Nella regione l’associazione esiste infatti dal 1996 per volontà della compianta Gabriella Andraghetti, detta Lella, scomparsa nel giugno 2025.
A livello nazionale l’iniziativa più importante che è la Giornata della Colletta Alimentare, durante la quale i volontari (riconoscibili dalla pettorina arancione) invitano i clienti dei punti vendita aderenti a donare parte della loro spesa: olio, verdure e legumi in scatola, conserve e passate di pomodoro, tonno e carne in scatola, alimenti per l’infanzia. La prossima, la trentesima, si terrà sabato 14 novembre.
Fra le realtà che offrono supporto all’iniziativa si annoverano l’AGESCI Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani, partner ufficiale, e la Società San Vincenzo de’ Paoli. Nel Savonese la Cooperativa Bazzino invia alcuni mezzi e dipendenti per aiutare i volontari. In passato hanno partecipato anche due vescovi della Diocesi di Savona-Noli: nel 2005 Domenico Calcagno, nel 2011 Vittorio Lupi.

“La Colletta Alimentare è la più grande manifestazione di volontariato in Italia – dichiara il responsabile provinciale Gianni Varaldo a il Nuovo Letimbro – A Savona il Banco è nato nel ’98, qualche anno dopo rispetto al resto della Liguria. È giusto che le attività del Banco e la Colletta siano conosciute e divulgate, ecco perché le presentiamo a Savona.”
“Il motto della Colletta Alimentare è ‘Condividere i bisogni per condividere il senso della vita’, dunque è l’occasione per fare un gesto di carità semplicissimo: dare da mangiare agli affamati – sostiene Nicola Gagliolo, responsabile per la zona di Finale Ligure – Non richiede alcun sacrificio, chiunque può acquistare e donare anche solo una scatola di fagioli, però se lo facciamo tutti insieme diventiamo una forza che può cambiare il mondo.”

“È bene sottolineare l’importanza dei trent’anni di un’associazione che attraversa la vita della città – afferma il sindaco Marco Russo – Credo che oggi sia importante non tanto guardare i bisogni ma prendersene carico e dare valore a ciò che ha un valore intrinseco, gli alimentari, ma che nella nostra società attuale rischia di perderlo. È importante anche la grande capacità di fare rete e lavorare insieme ad altre associazioni per rispondere ai bisogni dando valore al cibo. Savona è grata al Banco Alimentare.”
“Partecipare al Banco Alimentare significa condividere i bisogni e il senso della vita degli altri – sottolinea il vicario generale diocesano don Camillo Podda – Le manifestazioni di questi giorni sono un segno chiaro del bisogno di servizi come questi. Anche i volontari della Caritas non devono limitarsi a dare cibo ma far capire ai bisognosi che la loro vita è preziosa e che non devono svalutarla.”







