CHE EMOZIONE!

L’abbraccio dei fedeli a papa Leone XIV nella storica visita a Pavia

Il vescovo Sanguineti: "Abbiamo rinnovato l’esperienza dei discepoli con il Maestro"

Lo scorso 20 giugno, nonostante il caldo anomalo, Pavia ha stretto in un grande abbraccio papa Leone XIV. Migliaia di fedeli hanno colorato vie e piazze di bianco e giallo per la storica visita del primo pontefice appartenente all’Ordine di Sant’Agostino. Le spoglie del santo sono custodite infatti nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.

Il Santo Padre ha manifestato la sua vicinanza anche agli operatori sanitari e ai piccoli pazienti del CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) e, in un duomo gremito, ha salutato la comunità sudamericana e i bambini, tutti entusiasti, sostando davanti all’altare di san Siro, patrono di Pavia.

Durante il suo discorso sul sagrato del duomo Leone XIV ha voluto lanciare un messaggio profondo alla città: “Tutti vogliamo vivere in pace ma, come dice sant’Agostino, per cambiare i tempi bisogna incominciare da noi stessi, diventando costruttori di pace e promotori di riconciliazione”. Rivolgendosi poi direttamente alle giovani generazioni, il pontefice ha aggiunto un caloroso incoraggiamento: “Perseverate, partecipate e cercate di costruire un’autentica amicizia in persona: così scoprirete che Gesù vive con noi”.

Leone XVI in visita a Pavia

I commenti istituzionali

Durante l’intera visita papa Prevost è stato accompagnato dal vescovo monsignor Corrado Sanguineti, conosciuto anche in Liguria per i numerosi incarichi ricoperti nella Diocesi di Chiavari. “Nelle ore intense che il Papa ci ha donato, nel suo sguardo e nella sua attenzione ad ogni incontro e momento, è come se lo sguardo di Cristo si fosse reso di nuovo presente – scrive nel messaggio ufficiale – abbiamo rinnovato l’esperienza che facevano i discepoli, quando guardavano parlare e agire il Maestro”.

“Davvero l’ombra di Pietro, che ha camminato tra noi, ha lambito la nostra vita e riacceso una speranza – prosegue – Ringrazio con voi il Signore: è stato commovente vedere un popolo intorno al Papa”. Riguardo al Pontefice, il presule sottolinea la sua capacità di “diffondere speranza e coraggio“, indicando “un cammino chiaro per la nostra Chiesa, che metta al centro Cristo e l’edificazione di comunità aperte”.

Profonda emozione anche per Cesare Varalda, rettore del Collegio Universitario Senatore: “Ho vissuto questo momento e la relativa attesa con l’intensità del cristiano e del cittadino pavese. Vedere l’elicottero mi ha commosso: il Papa arrivava fisicamente per incontrare la mia città e me, azzerando ogni distanza e trasformando l’attesa in un momento di comunione“.

Su Leone XIV aggiunge: “Al rispetto per il suo gravoso compito si unisce una stima reale che guadagna giorno dopo giorno grazie al suo sguardo sull’uomo e sulla realtà e alla carità. Una carità trapelata nei discorsi rivolti alla città, fondata sulla passione per l’uomo, propria di un autentico figlio di Agostino, che ci lascia un’eredità che interpella ciascuno di noi”.

Leone XVI in visita a Pavia

Le reazioni della gente

Lucia e Andrea, giovani scout del Pavia 1, ricordano come fossero passati quasi vent’anni dall’ultima visita di un pontefice, avvenuta nel 2007: “Non ci aspettavamo di poter vivere quest’esperienza ed è bellissimo condividerla con i compagni di gruppo con i quali siamo cresciuti”.

Anche gli animatori Luisa Anna, Elisa, Eugenio e Stefania, dell’unità pastorale dell’Oratorio San Pietro, condividono la stessa gioia: “Qualche mese fa glielo avevamo chiesto in piazza san Pietro con un cartellone che recitava ‘Sant’Agostino è qui’. Finalmente lo vediamo nella nostra città: un successore di Pietro che viene a confermare la sua sede! È un uomo che ruggisce per la pace“.

Tra i pellegrini stranieri, Ventura (Repubblica Dominicana) e Brigitte (Congo) descrivono il pontefice come “umile e vicino ai poveri, instancabile contro le guerre” e sottolineano l’importanza della preghiera per i giovani, “che spesso non vedono la vita come un dono di Dio”. Per la studentessa fuori sede Celeste “Vederlo di persona, attento a temi attuali e ai giovani, è indescrivibile”. Infine suor Rocio (Perù), Michael e Leiri (El Salvador) ricordano la sua esperienza missionaria in Perù acclamandolo come “il papa del pueblo“.

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Alice Binelli 26 Giugno 2026 - 18:15