A seguito delle violenti ed estese scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, profondamente vicina alle sofferenze della popolazione locale, ha indetto una colletta in tutte le chiese domenica 26 luglio tramite la Caritas Italiana.
Nella diocesi di Savona-Noli si può donare anche su conto corrente con IBAN |T92 E030 6909 6061 0000 0165 000 intestato a Diocesi Savona – Noli Caritas Diocesana e con la causale “Terremoto Venezuela”.
“È un modo concreto per mostrare solidarietà a chi ha perso tutto, piange i propri cari, è sfollato, ferito o vive in condizioni di grande precarietà – sottolinea il presidente cardinal Matteo Maria Zuppi – Sarà anche un momento per esprimere, nella preghiera comune, la nostra vicinanza alle persone provate dalla tragedia.”
Attualmente molte abitazioni risultano distrutte, lesionate o non sicure e a ciò si aggiungono i danni a infrastrutture, scuole, strutture sanitarie e servizi essenziali. In diversi territori l’accesso all’acqua potabile, all’igiene, all’alimentazione e alle cure mediche resta difficile. L’emergenza si inserisce in un contesto già segnato da fragilità economiche e sociali, con bisogni umanitari diffusi e una rete di servizi pubblici spesso sotto pressione.
“Per rispondere ai bisogni materiali e spirituali le offerte vanno convogliate attraverso i canali sicuri già attivati da Caritas Italiana, in contatto diretto con Caritas Venezuela per la risposta umanitaria e il coordinamento degli aiuti – ricorda il direttore don Marco Pagniello – La presenza capillare della Chiesa locale consente oggi di raggiungere anche comunità difficili da intercettare, accompagnando le persone con aiuti concreti e una prossimità che è parte essenziale della risposta.”
Gli interventi si concentrano in particolare sulla distribuzione di acqua potabile, beni alimentari, kit igienici, materiali di prima necessità, medicinali, supporto sanitario, psicosociale e spirituale. Particolare attenzione è riservata agli sfollati, alle famiglie con bambini, agli anziani, a quanti hanno patologie croniche e si trovano in condizioni di maggiore vulnerabilità.
Nel ricordare che in questa fase è importante evitare iniziative isolate, comprese raccolte di beni materiali in Italia, la Presidenza della CEI invita dunque a partecipare alla colletta del 26 luglio. Quanto raccolto andrà ad aggiungersi allo stanziamento di 500mila € dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, disposto all’indomani del terremoto. Le risorse saranno utilizzate per far fronte alle emergenze immediate e future.
