IMPEGNO CIVILE

“No al caporalato. Dalla protesta alla proposta”, incontro a Savona

Interverrà Yvan Sagnet, attivista e fondatore dell'associazione internazionale No Cap

Savona. Giovedì 14 maggio alle ore 18 nella Sala Rossa del Municipio si terrà l’incontro “No al caporalato. Dalla protesta alla proposta” con Jean Pierre Yvan Sagnet, fondatore dell’associazione No Cap, che combatte lo sfruttamento e il lavoro nero nel settore agroalimentare italiano. L’evento è organizzato dai gruppi di acquisto solidale Gassa di Savona e Gasper di Varazze, da Rete Radié Resch, Associazione di Solidarietà Internazionale, Gruppo Acquisto Gas Solidale, Ubik, Libera e Comunità Laudato Sì con i patrocini dei Comuni di Savona e Varazze.

Jean Pierre Yvan Sagnet è un attivista e changemaker camerunense, nominato motu proprio dal presidente Sergio Mattarella Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel febbraio 2017 per essersi distinto per atti di eroismo e impegno civile.

A lui si deve l’organizzazione nell’estate 2011 del rischioso primo sciopero dei braccianti nel Salento, che portò all’attenzione dell’opinione pubblica la piaga del caporalato, al primo processo in Europa sulla riduzione in schiavitù (conclusosi con la condanna di dodici imprenditori e caporali) e all’approvazione da parte del Parlamento della legge che inserì nel Codice Penale il reato di caporalato.

Jean Pierre Yvan Sagnet

“La sua è un’appassionata storia di resistenza civile che interpella ciascuno di noi e merita di essere ascoltata, perché dimostra che una sola persona, se motivata, può muoverne molte altre, creando un’azione collettiva, arrivando a fare massa critica e cambiando la vita di migliaia di persone”, dichiarano gli organizzatori dell’incontro.

“La storia di Yvan può aiutarci a superare quell’inerzia che a volte ci fa pensare di essere ininfluenti sulla realtà che ci circonda e che di fronte a un’ingiustizia o una cosa storta tanto vale non impegnarsi perché non cambierà mai niente – aggiungono – Yvan avrebbe potuto semplicemente andarsene da Nardò, invece si è fermato, ha resistito e ha fatto la differenza. Così ciascuno di noi nella propria realtà ha una parte che solo lui o lei può fare e che, se agita, chissà quali cambiamenti può portare.”

Cos’è No Cap

Yvan Sagnet non si è limitato a protestare contro un sistema disumano che riduceva i braccianti in schiavitù, ha fondato l’associazione internazionale anticaporalato No Cap, che propone un altro modo di lavorare alle aziende agricole che intendono riscattarsi dalla spirale iniqua di quel sistema che il caporalato lo ha generato (non solo nel Sud Italia).

No Cap fornisce tutti i servizi necessari a imprese e lavoratori agricoli e ha individuato imprese di distribuzione, ormai diffuse su tutto il territorio nazionale, disponibili a stabilire e mantenere il prezzo di vendita finale dei prodotti. Un prezzo equo che tiene conto dell’incidenza del costo della manodopera, calcolato sulla base di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali e dei servizi offerti ai braccianti, pur restando sostenibile per il consumatore finale. I prodotti No Cap sono biologici e al contempo etici e si trovano anche nella grande distribuzione.

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Ufficio Stampa 13 Maggio 2026 - 12:03