ARTE

Restauri, 91mila € dalla De Mari per le opere nelle chiese in diocesi

Sostegno dai Beni culturali ecclesiastici per la redazione delle richieste

La statua di “San Giorgio a cavallo che uccide il demonio” a Sanda

Savona. All’inizio dell’anno la Fondazione Agostino Maria De Mari (già Cassa di Risparmio di Savona) ha formalizzato una contribuzione per il restauro di beni mobili di interesse storico artistico conservati in edifici di culto a differenti enti ecclesiastici della Diocesi di Savona-Noli. Le domande di sostegno agli interventi, in risposta al bando emesso dalla fondazione, sono state inoltrate a luglio.

Il Servizio per i Beni Culturali Ecclesiastici diocesano ha sostenuto molte parrocchie e confraternite per la redazione delle richieste e promosso direttamente alcuni interventi. Su un totale di spesa pari a 141.800 € la fondazione ha erogato contributi per 91mila €, dunque ha sostenuto il 64% degli interventi necessari. Invece la restante parte rimarrà in carico alle proprietà.

Tra i gruppi lignei che entro il prossimo anno potranno rientrare nei luoghi di appartenenza ripuliti e con una “nuova” veste cromatica si segnalano il “Martirio di san Lorenzo”, dell’omonima confraternita in Ellera, frazione di Albisola Superiore, opera ottocentesca già attribuita ad Antonio Brilla (1813-1891), e la monumentale “cassa” processionale di “San Giorgio a cavallo che uccide il demonio”, presso la Chiesa San Giorgio in Sanda (Celle Ligure), realizzata nel 1866 dallo scultore savonese e che riprende un modello di Pietro Galleano (1687-1761) conservato nella parrocchiale di Moneglia.

Con riferimento alla pittura su tela sono numerosi i dipinti che saranno oggetto di intervento. Grazie alla Fondazione De Mari prosegue in Savona l’importante lavoro promosso dalla Confraternita dei santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Petronilla, in via Bartolomeo Guidobono, per il restauro dell’intero ciclo delle storie di san Giovanni Battista, realizzato da Giovanni Agostino Ratti tra il 1738 e il 1745 e composto da ben dieci grandi ancone ovali. In questo lotto saranno restaurati il soggetto della “Presentazione al Tempio” e della “Visitazione”, consentendo così ai fedeli di vedere ben oltre la metà del lavoro svolto.

Per la parrocchiale Santa Maria della Neve, nel quartiere Fornaci, sarà sottoposta a consolidamento e pulitura la tela raffigurante la “Crocifissione”, opera del 1582 di Andrea Semino (1526-1594), che i recenti studi hanno identificato di provenienza dalla Chiesa francescana San Giacomo, complesso monumentale oggi in restauro anche grazie al sostegno dell’omonima associazione, che, in questo caso, si attiverà con la parrocchia per recuperare le somme ancora necessarie per il restauro.

A Celle Ligure nella Chiesa San Michele Arcangelo sarà attuato un intervento per la grande pala giovanile di Domenico Fiasella (1589-1669) raffigurante “San Carlo Borromeo e l’apparizione della Vergine tra i santi Pietro e Antonio” (1620 circa). Il lavoro sarà esclusivamente mirato alla conservazione, considerando che le parti originali sono oramai estremamente ridotte e fortemente compromesse.

Il patrimonio conservato nelle chiese è di estrema varietà e interessa anche strumenti musicali. A Varazze è il caso dell’armonium databile entro i primi due decenni del XX secolo di proprietà della Confraternita di San Rocco e Nostra Signora della Croce in Castagnabuona, che l’ente desidera restaurare restituendo le sue sonorità per accompagnare la liturgia.

Non manca la voce architetture, che prevede un contributo per finanziare la progettualità per il recupero del tetto e dei prospetti esterni della parrocchia di Stella Santa Giustina, elaborati indispensabili per partecipare a successivi bandi contributivi per il recupero dell’immobile oggi in stato di progressivo degrado.

La Diocesi di Savona-Noli ringrazia la Fondazione Agostino Maria De Mari “per l’attenzione dedicata al patrimonio ecclesiastico” e auspica “il sostegno delle comunità interessate al fine di alleviare le spese ancora da sostenere per chiudere a bilancio gli interventi”.

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Paolo Pacini