SEMINARIO VESCOVILE

Savona, De Mari e Fondazione BPL per il restauro del “Cenacolo”

I due enti filantropici finanzieranno il recupero della tela con 28.670 euro

Il “Cenacolo” nel Seminario Vescovile di Savona

Savona. A seguito di un’istanza promossa dal Servizio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Savona-Noli la Fondazione Agostino Maria De Mari (già della Cassa di Risparmio di Savona) ha erogato un considerevole contributo per il restauro della grande tela cinquecentesca (266 x 606 cm), conservata nel refettorio del Seminario Vescovile, che riproduce la copia del “Cenacolo” vinciano (1495-1497), racchiuso fra le mura del complesso di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Insieme a questa elargizione ne era stata concessa una prima, di minimo importo, dalla Fondazione della Banca Popolare di Lodi. Grazie al sostegno di questi enti filantropici, dunque con un minimo intervento finanziario della proprietà del dipinto, sarà possibile sostenere il costo di 28.670 € per il recupero della tela, che, una volta consolidata e pulita, potrà restituire una migliore lettura all’osservatore, anche grazie al ripristino della sua veste cromatica oggi in parte danneggiata.

Il grande dipinto era già conservato nella controfacciata della Cattedrale Nostra Signora Assunta, prima della realizzazione degli affreschi di Francesco Coghetti (1802-1875), e in tempi più antichi probabilmente presso il convento francescano raccolto attorno al chiostro della Cappella Sistina e dei conversi. In seguito ha trovato ricovero presso il Seminario Vescovile al Monticello e dopo la sua demolizione è stato trasferito, nel 1891, nella attuale sede in via Leopoldo Ponzone, in parte resecato per essere adattato al nuovo ambiente.

La fedele riproduzione è testimone del lavoro sviluppato da Leonardo da Vinci sulla parete del Refettorio delle Grazie, in un momento in cui l’opera, realizzata mediante una tecnica sperimentale che utilizza piccole e raffinate pennellate su intonaco a secco, era ancora ben percepibile, tecnica che purtroppo dopo poco tempo ha cominciato a deteriorarsi irreparabilmente. Considerata l’efficacia della raffigurazione scenica, il desiderio dei contemporanei di possederne copie è stata fortissima, unita alla volontà di preservarne la memoria.”

Nonostante le riproduzioni del “Cenacolo” proseguano anche in tempi più recenti, celebre è quella dell’incisore Raffaello Morghen (1758-1833). Di numero assai ridotto risultano le copie cinquecentesche, dunque più vicine all’epoca di esecuzione del dipinto. Tra queste figura appunto la riproduzione conservata presso il Seminario Vescovile. Differenti studiosi hanno attribuito la tela di Savona ad allievi del grande maestro, tra i quali Marco da Oggiono (1470-1524), artista lombardo al quale sono attribuiti alcuni dei cartoni delle raffigurazioni a tarsia del coro della Cattedrale (1500-1522), e Battista da Vaprio, collaboratore di quest’ultimo.

Tuttavia è documentata a Savona anche la presenza di un altro allievo di Leonardo: Giovanni Pietro Rizzoli (1480/85-1553). L’artista è chiamato nel 1537 da una confraternita locale per periziare un tabernacolo ligneo eseguito dallo scultore Andrea da Corbetta (1475 c.a.-1547 c.a.). La frequentazione savonese del pittore porta a supporre una permanenza non occasionale e forse già precedente di alcuni anni, come documentano i riflessi della sua cultura nella tela dell”Adorazione dei pastori’ di Antonio Semino, conservata nella Chiesa San Domenico.

La critica, anche se non tutta concorde, riconosce al pittore non solo il nostro ‘Cenacolo‘ ma altre opere, oggi frammentarie e in collezione privata, eseguite in Savona per la Chiesa della Santissima Annunziata ma già riconducibili ad una sua prima riproduzione del ‘Cenacolo’ (1515), proveniente dalla Certosa di Pavia e oggi conservata ad Oxford. Con il restauro si confida di individuare altri elementi utili agli studi e offrire una maggiore visibilità al dipinto, a cui già oggi è possibile avvicinarsi con discrezione, addentrandosi all’interno del refettorio del Seminario Vescovile.

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Paolo Pacini