
Savona. Nella mattina di oggi in via Edmondo De Amicis 2A si è tenuta l’inaugurazione della stazione di posta – Centro Servizi Otto (il nome da un’idea della compianta Stefania Ponteprimo), un nuovo punto d’accesso e di fornitura di servizi a favore delle persone in condizioni di estrema povertà e senza fissa dimora.
Finanziata con 1 milione 90mila € di fondi “NextGenerationEU–PNRR“, la struttura di tre piani comprende la mensa di fraternità della Caritas, sportelli di front office per l’ascolto e l’orientamento sociale, un dormitorio notturno con 10 posti letto a rotazione, un servizio di residenza fittizia, un deposito bagagli, una stazione di ricarica dei cellulari.
Il progetto è stato presentato dall’ex Distretto Sociale Savonese (ora Ambito), formato da 14 Comuni e di cui Savona è capofila, e nasce dalla collaborazione tra amministrazione civica, soggetti del terzo settore coordinati dalla Fondazione Comunità Servizi e Comitato di Quartiere.
“È una realtà che si aggiunge al dormitorio per i senza dimora già attivo in via Guidobono – ha detto Marco Giana, presidente della Fondazione Comunità Servizi, ente gestore dei servizi caritativi diocesani – Anche se sono servizi a carattere temporaneo teniamo al fatto che la loro qualità sia alta. La Caritas ha celebrato 50 anni di vita: questo progetto concretizza la nostra mission di essere ‘connessi’, ‘custodi’ e ‘fratelli’ con chi ha più bisogno.”
Intanto nei giorni scorsi al Centro Diocesano Pastorale “Città dei Papi” la fondazione ha presentato il bilancio sociale del 2025, di cui si riportano alcuni numeri. Al centro di accoglienza straordinaria per i migranti, gestito dal 2014 in collaborazione con la cooperativa sociale Progetto Città, sono stati affidati 90 posti sui 460 del distretto savonese, suddivisi in 3 strutture: a Savona il Seminario Vescovile e un appartamento da 8 posti, a Valleggia l’ex Casa di riposo San Giuseppe.
Il tempo di permanenza media nel CAS è 874 giorni a persona, le notti totali trascorse 33129. Sono state 118 le persone accolte, in prevalenza di origine ucraina (54), nigeriana (11), egiziana (10) e ivoriana (6). Altre origini quelle da Kosovo, Pakistan, Congo, Senegal, Sierra Leone, Sudan, Togo, Tunisia e Venezuela. Nel 2025 il porto cittadino è stato assegnato in 3 occasioni come “primo porto sicuro” per navi Search and Rescue.
L’Emporio della Solidarietà ha servito in totale 218 famiglie, con una media di 69 al mese e un picco di 103 nuclei raggiunto in un solo mese. Inoltre la fondazione ha ricevuto numerose donazioni: 189 da privati, 31 da attività commerciali provinciali,28 da parrocchie, 5 da grandi aziende, 2 da realtà del del mondo ecclesiastico, altrettante da fondazioni, 1 da Unione Industriali, una banca, un circolo e un’azienda s.p.a., oltreché dal Vescovo.
















