Savona. Erano centinaia i “pellegrini di pace” che nella festa patronale cittadina e diocesana del 18 marzo, 490esimo anniversario dall’apparizione, hanno omaggiato la Madonna di Misericordia. Il meteo instabile (prima nuvoloso, poi piovoso, poi soleggiato ma con il rischio di una “ricaduta”) non ha impedito ai savonesi di salire in processione dalla Cattedrale Nostra Signora Assunta, nel centro storico, al santuario mariano.
Come detto dal sindaco Marco Russo nel saluto istituzionale e dal vescovo Calogero Marino nell’omelia, la ricorrenza ha aperto il decennio che porterà la città e la diocesi di Savona-Noli a celebrare i 500 anni dell’apparizione nel 2036, con un percorso condiviso dalla stessa Diocesi, dal Comune e dalle Opere Sociali.
Fra i numerosi pellegrini, oltre a monsignor Marino, anche altri due vescovi, che hanno concelebrato la messa solenne in basilica: Mario Vaccari di Massa Carrara-Pontremoli, frate minore già attivo a Pecorile, e Davide Carraro (Pontificio Istituto Missioni Estere) da Orano, in Algeria. Insieme a quest’ultimo anche la consacrata laica Anna Medeossi, rettrice del Santuario Notre-Dame de Santa Cruz, sempre di Orano.

“Sono tornato molto volentieri – dice monsignor Vaccari al microfono de il Nuovo Letimbro – Ricordo le feste passate in questo santuario e i pellegrinaggi al mattino. Era tanto che non venivo, ci ho messo un po’ a riconoscere le cose, le ho ritrovate e sono molto contento che il vescovo Calogero mi abbia richiamato per rincontrare tanti amici che sono venuti qui per la festa e salutarmi.”
“San Francesco era molto devoto alla Madonna – spiega il frate minore – Lui non studiò teologia, la sua conoscenza era perlopiù tratta dai Vangeli, dalla Sacra Scrittura e dai libri liturgici, però poi rielaborava questi pensieri nel suo cuore ed esprimeva la sua devozione a Maria in un modo molto moderno. Amava la povertà: lui dice che Maria era mendicante insieme a Gesù, una Vergine poverella, ma riconosceva la grandezza di questa donna nella storia della salvezza e per ogni discepolo di Gesù. C’è da imparare dal rapporto che aveva con Maria.”
Monsignor Vaccari si trovava in Israele nel periodo precedente allo scoppio della guerra del 7 ottobre. “Ho vissuto quel periodo con angoscia – ricorda – Andando in Israele, si percepisce che fra i due popoli, israeliano e palestinese, c’è un tale odio reciproco che è difficile anche solo parlare con uno di loro. Gli israeliani hanno un’idea del nemico che è difficile da togliere dal loro cuore. I cristiani in Terra Santa testimoniano che è importante rimanere lì e cercare dei ponti fra queste due culture così diverse ma in fondo anche molto attaccate a quella stessa terra.”

“Mi auguro che questa festa del 18 marzo sia l’occasione per iniziare una collaborazione e soprattutto uno scambio di idee fra le nostre diocesi , nell’amicizia e nella condivisione di una visione per il futuro – dichiara invece monsignor Carraro a il Nuovo Letimbro – Anche in Algeria c’è una devozione mariana: abbiamo almeno due santuari dedicati alla Madonna e Maria è un ponte fra noi cristiani e i musulmani.”
Il presule ricorda la vicenda dei trappisti del Monastero di Tibhirine rapiti e uccisi nel 1996, di cui ha anche parlato monsignor Marino nell’omelia della messa solenne: “È stata triste innanzitutto per l’Algeria. La dobbiamo collocare in un periodo storico di terrorismo: i diciannove martiri, dei quali sette monaci, fanno parte di una goccia in un contesto sociale difficile per quel Paese. Molte di queste persone che hanno testimoniato la pace sono state penalizzate, tra le quali diversi musulmani.”
Monsignor Carraro è impegnato nella creazione di una rete di santuari mediterranei. “C’è un progetto a livello di Chiesa cattolica per legare i vari santuari in località che affacciano sul Mar Mediterraneo, come il nostro ad Orano, in Algeria, e quello di Savona – spiega – Ci sono punti di contatto fra i santuari, il Mediterraneo è un mare amico e comune ma sfortunatamente in questi ultimi anni segnato da molte persone che sono morte per situazioni di migrazioni. Speriamo che con il tempo ritorni ad essere un mare di dialogo, pace e fraternità.”



