Savona. Tra aprile e maggio sarà inaugurata e resa operativa la stazione di posta comunale in via Edmondo De Amicis, attualmente in fase di realizzazione e finanziata con 1 milione 90mila € di fondi PNRR. Una volta completata, la struttura sarà su tre piani: al piano terra la mensa di fraternità della Caritas, temporaneamente attiva in via Chiavella; al primo un ambulatorio e uno sportello di consulenza legale; al secondo un dormitorio con 10 posti letto a rotazione per tre mesi e prorogabili per altri tre e un servizio di residenza fittizia (istituto che consente a senza dimora di iscriversi all’anagrafe di un comune garantendo diritti fondamentali).
Cos’è una stazione di posta.
“È un contenitore multiservizi, l’idea nasce con la redazione delle linee d’attuazione del PNRR – spiega Emilio Goslino, corresponsabile della mensa – è un luogo in cui vengono accentrati alcuni servizi, come la residenza fittizia, un servizio che non è scontato per chi vive situazioni di fragilità o precarietà. Se la casa si perde e viene riaffittata, poco dopo avviene la cancellazione anagrafica, con cui non si gode più di diversi diritti, tra cui l’assistenza del medico di base. Da anni, in accordo con il Comune e grazie ad alcuni volontari gestiamo la stazione di posta nei nostri locali di via Mistrangelo.”
Cosa cambia per la mensa Caritas?
“La mensa è stata toccata marginalmente dalla ristrutturazione della palazzina – precisa Goslino – Grazie alla disponibilità del Comune di trovare dei fondi sono stati ristrutturati i bagni. Il pranzo sarà offerto tutti i giorni, in particolare la domenica in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio. Il giovedì sera proseguirà l’attività di Teatro 21.”

Il rischio di ripercussioni negative sul quartiere.
“Il 19 marzo abbiamo partecipato ad un incontro insieme ai residenti, ai rappresentanti dei commercianti della zona e all’assessore al Welfare Riccardo Viaggi. Abbiamo risposto all’invito del Comitato di Quartiere Oltreletimbro per far conoscere la stazione di posta – racconta Emilio Goslino – Sicuramente si sono sollevate delle perplessità e inquietudini rispetto alla sicurezza ma abbiamo spiegato com’è organizzato il servizio. Pensiamo che con esso ci possa essere uno ‘scatto’ di sicurezza, che non è quella dei manganelli delle forze dell’ordine ma è basata appunto sulla conoscenza.”
“I servizi sono erogati per gestire la grave marginalità adulta – approfondisce il corresponsabile della mensa – Le persone più problematiche non vengono da noi: solo chi capisce di aver bisogno si rivolge alla Caritas e insieme cerchiamo di aiutarli. Conosciamo bene chi usufruisce dei servizi: ad esempio in mensa si accede con una tessera dopo un colloquio con il Centro d’Ascolto diocesano, perché per noi il cibo è un’occasione di conoscenza. Stessa cosa per i dormitori in via Guidobono e via san Lorenzo, dove si entra su prenotazione e dopo un colloquio che ammette ad una lista di attesa. Così sarà anche in via De Amicis.”
Un modello replicabile?
“Savona è piccola, non credo serva un’altra stazione di posta – precisa Goslino – In città è già attiva una rete che garantisce diversi tipi di assistenza, come l’ambulatorio della Croce Rossa in via Scarpa o i nostri empori in via Cambiaso e piazza Bologna. Come Caritas abbiamo realizzato una mappa dei servizi in città che i negozi possono distribuire ai senza fissa dimora, la cui popolazione non supera le 100 unità stabili.”