PER NON DIMENTICARE

Guido Lorenzetti racconta la vita del padre deportato a Mauthausen

I suoi ricordi di famiglia in un incontro sui campi di concentramento a Savona

Guido Lorenzetti all'incontro "La deportazione nei campi di concentramento nazisti"

Savona. Lo scorso 14 aprile gli spazi espositivi del Palazzo Vescovile hanno ospitato l’incontro su “La deportazione nei campi di concentramento nazisti: immagini e memorie di famiglia”. L’evento è stato organizzato dalla Diocesi di Savona-Noli in collaborazione con l’ANED Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti di Savona e provincia, con il patrocinio del Comune e nell’ambito del progetto “MAB Museo Archivio Biblioteca” della Conferenza Episcopale Italiana.

Lo scopo era ricordare i deportati politici o razziali e tutti coloro che non aderirono alla Repubblica Sociale Italiana dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Guido Lorenzetti, figlio di un deportato a Mauthausen, dirigente dell’ANED nazionale e membro del consiglio d’amministrazione della Fondazione Memoria della Deportazione, ha raccontato alle scuole al mattino e alla cittadinanza al pomeriggio la storia del padre Andrea e i suoi ricordi di famiglia.

Andrea Lorenzetti nacque nel 1907 ad Ancona e nel ’37 si diplomò come agente di borsa. Le prime notizie della sua attività politica clandestina risalgono all’autunno ’42, quando partecipava a riunioni preparatorie per rifondare il Partito Socialista Italiano. Nel ’44 entrò nella segreteria del partito per l’Alta Italia e fu uno degli organizzatori degli scioperi del 1° marzo. Era responsabile della redazione e diffusione in clandestinità del quotidiano Avanti!.

Arrestato il 10 marzo ’44 durante una riunione dai nazifascisti, restò in isolamento fino al 27 aprile nel Carcere di San Vittore a Milano. Fu poi trasferito nel campo di concentramento di Fossoli, dove rimase fino ai primi giorni di agosto, e verso la Germania, con una sosta in quello di Bolzano. Il viaggio si concluse in uno dei peggiori sottocampi di Mauthausen: quello di Gusen III. Lorenzetti riuscì a resistere fino alla liberazione del campo di Mauthausen, avvenuta il 5 maggio 1945 da parte degli Alleati. Morì il 15 maggio nell’ospedale di Gusen dopo aver dettato le sue ultime volontà all’amico fraterno Ravelli:

Carissimi,
tutti i titoli sono alla Banca privata finanziaria. Taglioretti e Foglia sono al corrente. Desidero che Ravelli sia messo al corrente della situazione finanziaria e insieme ai primi due provveda all’amministrazione e alla consegna a mia moglie, mia mamma e sorella perché provvedano in primo luogo ai bisogni del piccolo Guido.
Desidero che Guido sia allevato secondo i sentimenti che hanno inspirato la mia vita.
Prego i miei di perdonarmi il dolore che arreco loro, non mi pento di quello che ho fatto, malgrado tutto quello che ho sofferto sarei pronto a ricominciare, perciò non mi compiango.
Penso a tutti. Vi abbraccio.
Gusen 15 maggio 1945
Andrea Lorenzetti

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Enrica Gasco 21 Aprile 2026 - 18:24