Savona. Tutti possono diventare educatori scout, anche le persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). È in buona sostanza quanto sancisce ufficialmente il documento “Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo” approvato di recente dal Consiglio Generale dell’AGESCI Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani. Il testo dà risposta ad un sentimento di accoglienza, inclusione e cura delle persone omosessuali e transgender largamente diffuso nello scoutismo italiano.
“Da moltissimo tempo capi educatori omosessuali fanno parte dell’AGESCI e con grande merito – chiarisce il responsabile ligure Lorenzo Capelli – Sono persone degnissime, con la passione per lo scoutismo e l’educazione, ma vivono la fede con difficoltà per via dello stigma che esiste ancora nel mondo cattolico. Siamo sempre stati ‘avanti’: cinquant’anni fa nascemmo dalla fusione tra associazioni maschili e femminili, un genere di commistioni non gradito da buona parte della Chiesa. Fummo criticati per la nostra avanguardia, oggi nessuno direbbe ‘No!’.”
L’associazione ha dunque scattato una fotografia della realtà: “Questa decisione dia serenità a coloro che vivono con disagio il sentirsi parte dell’AGESCI ma da ‘figli di un dio minore‘ – è la speranza del responsabile regionale – In certi casi sono pure stati invitati ad uscirne perché ritenuti non idoneo. In ogni comunità scout si valuta sempre e solo l’onestà e la correttezza della persona. Anche il Sinodo diocesano è stato chiaro: andiamo incontro alle persone LGBT!”
Se in Italia l’AGESCI sta facendo parlare di sé su tale tema, in Liguria ha riscosso successo la staffetta “Costruttori di Pace – In cammino da Ponente a Levante”, che ha unito gli scout AGESCI, CNGEI e MASCI. “Hanno partecipato migliaia di persone e siamo riusciti a compiere tutto il percorso senza interruzioni – dice Capelli – Anche vescovi, amministratori locali e associazioni, come Libera, hanno fatto un pezzo di strada insieme a noi.”
Oltre 200 km a piedi, in bicicletta o persino canoa e barche a remi: “In canoa è suggestivo – afferma il responsabile ligure – Per esempio il gruppo di Celle Ligure ha una base nautica e una sua rappresentanza ha messo in acqua tutte le barche a disposizione. Ci piaceva l’idea di ‘portare la pace’ anche per mare.”
Tante anche le partecipazioni “a distanza”, come quelle delle clarisse di Imperia, che hanno pregato per tutta la durata della manifestazione, o i “foulard bianchi” AGESCI con il loro momento di preghiera insieme ai malati. “Anche gruppi da fuori regione, ad esempio quelli di Saronno o Cuneo, erano qui per le loro attività e hanno partecipato”, spiega Capelli. Infine a La Spezia capi scout toscani si sono aggregati per chiudere gli ultimi 6 km a Sarzana portando la Luce della Pace di Betlemme: “Simbolicamente un passaggio di consegne”, spiega il responsabile regionale.
“Parallelamente abbiamo istituito sei luoghi di preghiera, tra cui il convento di San Giacomo in Latronorio a Varazze, dov’è stata esposta una ‘Pietà’ dell’artista savonese Alex Raso, in cui il manto della Madonna porta i colori della pace – conclude Lorenzo Capelli – Un’immagine evocativa che per noi rappresenta da che parte stiamo: quella degli ultimi, delle mamme e fidanzate che piangono i loro figli o fidanzati, di qualunque nazione siano, dei civili che subiscono le guerre e vorrebbero invece studiare, lavorare e giocare.”






