Da oltre quattrocento anni nell’entroterra di Varazze si “nasconde” l’Eremo del Deserto dei Frati Carmelitani Scalzi. Inaugurato il 16 luglio 1618, solennità della Madonna del Carmelo, e dedicato a san Giovanni Battista, è immerso in un ambiente perfetto per il raccoglimento e da secoli luogo di quiete e preghiera. La struttura rispecchia l’essenzialità della vita che vi si conduce: un semplice chiostro contornato da un quadrilatero che collega i vari ambienti tra loro, la chiesa e i suoi locali di servizio, i locali per la vita comune e, sui lati rimanenti, le celle dei religiosi, separate le une dalle altre da un piccolo giardino per garantirne la completa solitudine.
Oltre al convento furono costruiti nel territorio circostante sette piccoli piccoli eremi detti “romitori“. La parola “romitorio” indica un posto solitario e isolato e indica da una parte la caratteristica dell’uomo che ci vive (un solitario) e dall’altra il tipo di luogo in cui sorge (isolato rispetto all’eremo principale). Il singolo religioso vi si poteva ritirare in totale solitudine, staccandosi momentaneamente dalla comunità, per dedicarsi più intensamente alla penitenza e alla preghiera, specialmente nei tempi liturgici di Avvento e Quaresima.
A fine 2025 grazie al PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato ultimato il restauro di uno di questi romitori, risalente agli anni della fondazione. Voluto dal marchese Giacomo Saluzzo, è dedicato alla Beata Vergine Maria Assunta ma è detto anche “della Madonna degli Angeli”. La struttura originaria del Romitorio dell’Assunta prevedeva un pianterreno occupato dalla cappella per la celebrazione della messa, una minuscola sacrestia e una scaletta per l’accesso al piano superiore in cui si trovava l’appartamento dell’eremita.
Il tetto a capanna, ricoperto di ardesie, forniva un ulteriore vano nel sottotetto adibito a ripostiglio. L’edificio era sormontato da un campanile a vela che costituiva l’unico mezzo di comunicazione dell’eremita con il resto della comunità. Accanto alla porta d’ingresso svettava probabilmente un cipresso (pianta cara agli eremiti per la sua conformazione slanciata verso il cielo) e si trovava anche una nicchia in pietra, aperta all’esterno, che aveva funzione di legnaia o fontana.
Con il passare degli anni il Romitorio dell’Assunta è stato più volte modificato, soprattutto nel periodo compreso tra il 1855 e il 1920. In questo lasso di tempo il convento e le sue pertinenze passarono nelle mani di diversi proprietari con conseguenti modifiche ai fabbricati: il volume del romitorio è stato praticamente raddoppiato, aggiungendo i locali necessari alla vita di una famiglia un po’ numerosa. Una volta riacquistata la proprietà, i Carmelitani non ne hanno più modificato la struttura, che, con il passare del tempo, ha cominciato a patire il peso degli anni, fino al recente restauro, ultimato nel dicembre 2025.
L’intervento ha coniugato l’esigenza di risanamento della copertura del romitorio, della sua struttura lignea, delle facciate esterne e dei locali interni con l’esigenza di promuovere la conoscenza del territorio. Ciò è avvenuto realizzando spazi espositivi dedicati alla flora e alla fauna presenti in loco e alla storia della vita eremitica ivi sviluppatasi. Nelle stanze del romitorio è stata infatti allestita una ricostruzione dell’ambiente di vita dell’eremita e una mostra dedicata ad alcune delle specie animali e vegetali presenti nelle vicinanze dell’Eremo del Deserto.
La mostra viene aperta al pubblico su richiesta e può essere un buon motivo per trascorrere qualche ora nella tranquillità dell’eremo, al fine di riscoprire un luogo che ha segnato la storia di questa parte di entroterra ligure e sperimentare il valore della natura e del silenzio come via di incontro con Dio.




