IL PERSONAGGIO

Don “Lello” Paltrinieri, da 50 anni sacerdote in missione a Savona

"Aver lavorato come postino mi è servito per imparare ad ascoltare le persone"

Savona. Il 28 giugno don Angelo Paltrinieri, per tutti “Lello“, canonico della Cattedrale, ha festeggiato 50 anni di sacerdozio. Nato a Savona il 21 aprile 1937, ex postino, ex ala sinistra del Savona Calcio ed ex mezzala dell’Albenga, è divenuto presbitero nel ’76 a 39 anni: si potrebbe dire una vocazione tardiva ma giunta sulla scia dell’amore per Gesù e il prossimo.

“La mia vocazione nasce dall’esperienza fin da bambino nei Salesiani e dall’amicizia cristiana fondata sulla fede con don Giovanni Ricci, che fu come un padre per me e mi spinse ad entrare in Seminario – racconta – Con me entrò anche il mio grande amico Giuan Nasi. Furono anni impegnativi con lo studio della teologia, del latino, della filosofia, ma con lui ci sostenevamo a vicenda.”

“Con il vescovo Giulio Sanguineti feci una bella esperienza in una missione in Centrafrica – ricorda – Tornato da questa avventura, mi affidò la ‘missione’ a Savona, dove iniziai ad incontrare la gente. Il mio lavoro di postino mi ha aiutato molto, ero abituato ad avere contatti con le persone e ciò mi è servito nella mia missione di sacerdote. Ho iniziato presto a lavorare, ero un ragazzino, dovevo aiutare mia mamma che era rimasta vedova. Sono stato nelle Poste per quindici anni, per questo motivo sono entrato in Seminario più tardi.”

Don Angelo “Lello” Paltrinieri

Dall’85 al ’91 don Paltrinieri svolge il suo ministero fra le strade del quartiere Mongrifone, incontrando le persone, parlando con loro, ascoltandole, guadagnandosi la loro amicizia e fiducia, avvicinando al Vangelo anche quelle ritenute “poco raccomandabili” e portando sempre a tutti una parola di conforto. “Dal mattino alla sera camminavo per le strade e parlavo con la gente – racconta – Celebravo la messa nelle case, perché nel quartiere non c’era una chiesa, e facevamo anche incontri di preghiera. Per le grandi feste, come Natale e Pasqua, l’eucarestia veniva celebrata nell’asilo comunale di Mongrifone.”

“In seguito il Comune ci diede un terreno e monsignor Sanguineti il consenso per costruire una chiesina – aggiunge – Fu realizzata in legno e si arricchì a poco a poco delle donazioni di varie persone, come la campana, appartenuta ad una nave russa, il campanile, costruito da amici operai, e un carro merci ferroviario, che fu allestito come oratorio per i ragazzi”. Nacque così Casa Zaccheo, in via Tissoni, che fu consacrata da monsignor Roberto Amadei il 24 marzo 1991, giorno scelto in memoria del martirio di Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, ucciso nell’80 mentre celebrava la messa nella cappella dell’ospedale della Divina Provvidenza.

Don Angelo “Lello” Paltrinieri

Tuttavia don Angelo Paltrinieri non è solo il fondatore di Casa Zaccheo: nel suo percorso di sacerdote ha incontrato tantissima gente che ancora oggi lo stima e gli vuole bene, perché ha sempre saputo creare un rapporto di vera fraternità e amicizia, nel solco dell’insegnamento di Gesù. Inoltre ha seguito molto i giovani: ad esempio con il doposcuola del Duomo creò anche una squadra di calcio. Fu poi viceparroco del Sacro Cuore e in Sant’Andrea, accolse i marittimi alla Stella Maris in porto con don Mario Genta e servì nella chiesa di Maria Ausiliatrice, in via don Bosco.

Ha partecipato al secondo Sinodo diocesano, di cui porta un bellissimo ricordo: “Per me è stato una bella esperienza di Chiesa”. Oggi presta servizio come cappellano della confraternita dei santi Giovanni Battista, Evangelista e Petronilla in via Guidobono.

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Sonia Pedalino - Aldo Giachello 3 Luglio 2026 - 10:32