Savona. Don Giancarlo Frumento è mancato lunedì 10 agosto nella Casa San Giuseppe, ormai prossimo ai 90 anni. Ordinato presbitero il 27 giugno 1964 dal vescovo monsignor Giovanni Battista Parodi, ha lasciato un segno profondo in tutte le comunità in cui ha operato: dal quartiere Chiavella a San Bernardo di Stella, passando per Zinola fino alle missioni in Albania. In vista delle esequie, che si sono tenute mercoledì 12 agosto alle ore 11 nella chiesa Santo Spirito ed Immacolata Concezione a Zinola, sono tantissimi i ricordi che i fedeli hanno voluto condividere in rete.
Maria Maganuco Agnese riavvolge il nastro fino all’inizio del suo ministero: “Nel 1964, quando fu ordinato presbitero, io ero piccola, ma mia madre andò alla cerimonia perché molto unita alla mamma di don Giancarlo. In seguito celebrò il mio matrimonio, ben 55 anni fa”. E aggiunge un pensiero affettuoso: “Ciao Giancarlo, al di là del cielo ti attendevano la tua mamma, tuo fratello, tuo zio e il tuo papà Tommaso”.
In molti hanno rievocato il profondo legame con lo zio, don Mario Frumento, del quale don Giancarlo ha raccolto l’eredità spirituale. Toccanti le testimonianze giunte dal quartiere Chiavella, dove negli anni ‘60 e ‘70 don Giancarlo fu viceparroco con lo zio e spese immense energie per l’educazione dei giovani, in particolare quelli di famiglie disagiate.
Roberto Rapetti ricorda ad esempio “il doposcuola della parrocchia della Trinità insieme al prete”, mentre Laura Berruti racconta: “Lo ricorderò per sempre. Arrivò insieme allo zio quando mi occupavo dell’oratorio e faceva il catechismo. Ha battezzato mio nipote, sposato mia figlia ed è stato con noi anche per il funerale di mio marito nove anni fa”, a testimonianza di un legame mai interrotto, pur con il passare degli anni.
Anche Alberto Ghione e Giovanni Carriere ricordano di aver ricevuto Comunione e Cresima alla Chiavella con don Frumento come vice parroco, con Giovanni che aggiunge: “La domenica pomeriggio si andava tutti al cinema parrocchiale e poi a giocare”.
Negli anni ’80 arrivò il trasferimento a San Bernardo, frazione di Stella, dove lasciò un ricordo indelebile nelle famiglie e nei più piccoli. Marisa Volpini ricorda il calore del suo benvenuto: “Quando ci siamo trasferiti da Genova ci ha accolto nella comunità a braccia aperte! E quanto ha fatto per i bambini!”.
Un affetto confermato da Andrea Melis, che rievoca con un sorriso quegli anni: “Giocava a pallone con tutti i bambini… “Giovin figliuli” ci chiamava! Poi si andava a benedire le case con lui, raccogliendo merende da tutti”.
Infine, per più di vent’anni è stato pastore premuroso per la comunità di Zinola. Di questo periodo parla Cristina Tranquilli, che lo ricorda come “un bravo parroco di grande fede. Frequentavo spesso le sue Messe e mi toccavano il cuore”.
Un animo gentile che non conosceva confini, come dimostrano i suoi frequenti viaggi e le sue missioni in Albania per portare aiuto alle Chiese locali. Elisa Traverso Lacchini lo definisce “un uomo dolce, gentile e sereno”, mentre Patrizia, una parente, scrive: “La tua parola buona e il tuo sorriso resteranno per sempre nel mio cuore. Grazie zio per tutto l’amore che mi hai donato”.
Tra i ricordi c’è anche quello di Loredana Gibboni: “Era il viceparroco della mia infanzia e della mia gioventù. Doveva celebrare il mio matrimonio, ma alla fine dovette sostituirlo lo zio per via di un suo imminente viaggio in Terra Santa”.
I messaggi di gratitudine si rincorrono, tra chi come Caterina Stanizzi lo definisce “una grande persona” e chi come Maria Abbondanti lo ringrazia “per ogni pensiero e parola riservatami”.
La redazione si unisce al cordoglio dei familiari e di tutta la comunità diocesana nel ricordo di un pastore tanto amato.









