Varazze. A Castagnabuona è tornata la festa di san Rocco, un appuntamento che ha riunito la comunità nel segno della devozione e della tradizione confraternale. Ma dietro la processione che ogni anno attraversa le vie della frazione c’è una storia che affonda le radici molto più lontano nel tempo.
Il momento centrale delle celebrazioni è stata la processione del 16 agosto, quando la cassa processionale del santo ha attraversato le vie della frazione accompagnato dai crocifissi delle confraternite, dalle autorità civili e dalla musica della Banda Musicale Cardinal Cagliero.
Un rito che continua a rappresentare uno dei momenti più identitari della festa e che lega la fede alla memoria collettiva di Castagnabuona.
Il culto nato durante la peste del 1657
La storia del culto di San Rocco nella frazione affonda le radici almeno nel Cinquecento, quando esisteva già una cappella dedicata al santo. A ricostruirne alcuni passaggi è Andrea Firpo, vicepriore della Confraternita di San Rocco e Nostra Signora della Croce, che racconta come la devozione abbia assunto un significato particolare anche durante la peste del 1657.
Secondo le cronache dell’epoca, a Castagnabuona morirono 125 persone. Il morbo sarebbe arrivato da Genova attraverso alcuni abitanti della frazione che lavoravano nel porto come calafati, ossia gli artigiani incaricati della manutenzione e dell’impermeabilizzazione degli scafi delle imbarcazioni. Una pagina drammatica della storia locale, della quale ancora oggi rimangono tracce nei luoghi della frazione.
Alcune delle vittime della peste furono infatti sepolte nei campi sopra la chiesa di san Rocco, altre nella parrocchia di san Nazario e altre ancora nell’area sottostante la stessa chiesa.

Una storia che aiuta a comprendere perché il culto del santo protettore degli appestati abbia assunto nel tempo una particolare importanza per la comunità.
Anche la chiesa di San Rocco porta i segni della lunga storia della frazione. L’edificio attuale venne costruito nei primi anni Sessanta, dopo la demolizione della precedente chiesa in stile barocco, nel 2004 fu necessario chiuderla a causa di problemi di stabilità e la riapertura al culto arrivò nel 2007, dopo i lavori di messa in sicurezza realizzati anche grazie all’impegno dei confratelli, dei volontari e di numerosi abitanti.
A custodire e animare questa tradizione è in particolare la Confraternita di San Rocco e Nostra Signora della Croce, la cui storia è a sua volta parte integrante della vicenda religiosa di Castagnabuona. Nei primi anni del Novecento gli uomini della frazione, che partecipavano alla vita della Confraternita dell’Assunta di Varazze, decisero di costituire una realtà autonoma.
Nacque così la Venerabile Compagnia di Nostra Signora del Suffragio, che avrebbe assunto successivamente l’attuale intitolazione a San Rocco e Nostra Signora della Croce.

La presenza dei confratelli e dei loro crocifissi ha dato alla processione il suo carattere più tradizionale: i grandi crocifissi processionali, portati lungo le strade della frazione, costituiscono infatti una delle espressioni più riconoscibili della religiosità confraternale ligure. Il corteo si è poi concluso con la benedizione, a suggellare il momento comunitario della celebrazione.
La festa è stata preceduta da un momento di preparazione nella chiesa di san Rocco, che fra Stefano Lovato del Convento di San Giacomo in Latronorio ha guidato dedicandolo alle figure di San Rocco di Montpellier, legato al Terz’Ordine francescano, e di san Francesco d’Assisi, nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della sua morte.
Oggi la confraternita continua ad avere un ruolo che va oltre la festa patronale. Con forze ridotte rispetto al passato, mantiene attiva la vita religiosa della frazione con la messa domenicale e le diverse celebrazioni dell’anno, comprese quelle dedicate ai defunti, alla Pasqua e al Natale. La ricorrenza di san Rocco diventa così il momento più visibile di un’attività che prosegue durante tutto l’anno.
Accanto alla dimensione religiosa non è mancato il momento conviviale organizzato dalla Società di Mutuo Soccorso, con le tradizionali melanzane ripiene e le altre specialità della festa. Illuminazioni, addobbi e fotografie a tema hanno accompagnato le giornate, contribuendo a restituire alla frazione l’atmosfera della festa.

La celebrazione di san Rocco conferma così il ruolo delle confraternite non soltanto nella dimensione liturgica, ma anche nella conservazione della memoria e delle tradizioni delle comunità locali. A Castagnabuona, il passaggio della processione per le vie della frazione continua ad essere un gesto semplice ma identitario, capace di unire devozione, storia e partecipazione e che continua ancora oggi a trovare il suo significato più profondo.