È stata un’intensa domenica di “ingressi” di nuovi parroci quella che si è svolta ieri, 6 settembre, con le messe solenni presiedute dal vescovo di Savona-Noli Calogero Marino.
Al mattino don Adolfo Macchioli ha “preso possesso” ufficialmente delle comunità del territorio di Vado Ligure: San Giovanni Battista, Nostra Signora della Visitazione, Nostra Signora Regina della Pace, Sant’Ermete e San Maurizio.
Il sacerdote ha lasciato le comunità San Pietro in Noli e Santi Pietro e Paolo in Voze ma mantiene la titolarità di San Martino Vescovo in Bergeggi.
“Rivolgo un saluto doveroso al sindaco Fabio Gilardi e all’amministrazione comunale, al comandante dei Carabinieri Daniele Santoro, alle forze dell’ordine e al sindaco di Bergeggi Maria Rebagliati, presente in mezzo a noi per amicizia – ha esordito don Macchioli per il suo discorso – La ringrazio insieme alla comunità dei bergeggini, presenti insieme ai nolesi e agli albisolesi.”
“Grazie a tutti voi per la preparazione di questo momento insieme e l’accoglienza – ha proseguito – L’occasione non è una promozione o qualcosa del genere ma perché purtroppo anche i preti muoiono: un carissimo amico, don Piero Giacosa, ci ha lasciati e il Vescovo si è trovato nella condizione di dover ripensare questi territori, cosa che avrebbe fatto più in là nel tempo.”

“Voglio ringraziarlo – ha sottolineato – su questi aspetti è sempre molto attento e rispettoso dei cammini delle comunità e, nonostante le contingenze, cerca sempre di far sì che possano essere esperienze significative sia per il sacerdote sia per la comunità. Non fa semplicemente un lavoro di tappabuco ma si trova sempre a gestire un lavoro difficile di discernimento con grande attenzione e, personalmente nei miei confronti, amicizia e vicinanza.”
“Cambiare dopo soli due anni, prima la parrocchia di San Giuseppe, di cui ho visto presente qualche fedele, e poi Noli, è faticoso – ha affermato don Macchioli – Diverse persone mi hanno detto ‘Sono stati pochi anni, però ci hai fatto incontrare il Signore e permesso di approfondire il nostro rapporto con Lui’. Per me è una gioia veramente grande! Spero che anche qui riusciremo a camminare insieme, incontrare il Signore e fare esperienza di Lui.”
Don Macchioli ha rivelato che “In Seminario mi affascinò una frase di un amico che non appartiene alla tradizione cattolica, Martin Lutero, il quale però aveva delle intuizioni estremamente belle: diceva che dobbiamo tenere tutto ciò che porta a Cristo. Spero di vivere con voi questa cosa per quanto sono capace: troverete in me una persona schietta, con tanti difetti, che dice ciò che deve, sia una cosa bella o una richiesta di scuse o una cosa che non fa piacere. Non dico una cosa e ne penso un’altra: quello che penso è ciò che vi consegno.”
Sempre ieri, nel tardo pomeriggio, don Giuseppe Ippolito ha lasciato Vado Ligure per diventare la nuova guida spirituale della Parrocchia Santi Giovanni Battista e Andrea Apostolo, nel centro storico di Savona, di cui teneva la reggenza lo stesso monsignor Marino dopo la morte di don Piero Giacosa.
Oltre al vescovo e al neoparroco hanno celebrato la liturgia il vicario foraneo don Angelo Magnano, che ha letto il decreto di nomina, don Francesco Cotta, don Giulio Grosso e don Claude Kisakwi Sumabo. Sul presbiterio anche i diaconi permanenti Paolo Solimini, Filippo Marchese e Yemane Alemayo Gebregergis. Nell’assemblea era presente il sindaco Marco Russo.
“Vogliamo ringraziare don Giuseppe per il suo arrivo e monsignor Marino per l’attenzione nei nostri confronti – ha detto Ugo Folco a nome della comunità – La vigna è grande e gli operai sono pochi: tenuto conto di questa realtà, la parrocchia ringrazia di cuore monsignor Calogero per aver scelto don Giuseppe. Con lui ci impegniamo a lavorare in fraternità e serenità.”
“Il nostro ringraziamento prende spunto dalle parole di san Paolo nella Prima Lettera ai Tessalonicesi – ha aggiunto – Siamo certi che monsignor Marino le ha fatte sue per la scelta: ‘Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza’. È l’augurio che ci impegniamo a mantenere nel tempo con don Giuseppe.”

“Ringrazio tutti voi per aver partecipato ed essere venuti a questa messa e Dio per i miei dodici anni di presbiterato – ha dichiarato invece don Ippolito nel suo discorso – ‘Da come vi amerete vi riconosceranno’, dice Gesù. È la parrocchia sinodale, missionaria e fondata sull’Eucarestia, come ci chiede anche il vescovo Marino.”
“Tuttavia l’amore ha una premessa, che fonda la parrocchia: non è un insieme solo di grandi virtù e capacità ma anche di fragilità e mancanze – ha precisato – La carità è portare ciascuno i pesi degli altri. Stiamo facendo un servizio a Dio e vivendo in Lui. La parrocchia è vivere nel nome di Cristo con carità e semplicità.”













