CANTA E PREGA

Varazze, “emergenza restauro” per l’organo di Sant’Ambrogio

Don Doglio: "Tutti possono contribuire, abbiamo bisogno di sponsor"

Varazze. Lo storico organo della centralissima Collegiata Sant’Ambrogio Vescovo ha urgente bisogno di urgente restauro. Per questo motivo la parrocchia ha lanciato una raccolta fondi a cui possono partecipare cittadini e imprese. Lo strumento musicale fu realizzato negli anni ’30 e ricostruito nei primi ’80 dalla ditta Inzoli di Crema. È diviso in due grandi corpi: la consolle è stata portata davanti all’altare a fianco ad una colonna, i corpi sono uno vicino ad un altare laterale, come cantoria, mentre il grand’organo è visibile sulla tribuna, in fondo alla chiesa. Nell’insieme ha ben 3166 canne e 49 registri.

“Dopo quarant’anni di utilizzo probabilmente anche la salsedine ha danneggiato molte parti della trasmissione e soprattutto le membrane, per cui si è venuto a creare un grave problema di malfunzionamento e in molti casi i tasti non collegano o rimangono bloccati. Quindi c’è bisogno di un enorme intervento di restauro”, spiega il parroco don Claudio Doglio al microfono de il Nuovo Letimbro.

“Il grande strumento dell’organo dà una solennità decisamente superiore al canto e alla celebrazione, riempiendo l’aula liturgica con il suo suono – aggiunge – Il nostro è una realtà di valore e nell’insieme della chiesa ha un ruolo importante per accompagnare le liturgie, per cui sarebbe davvero un peccato perdere una ricchezza del genere.”

Per contribuire al restauro si cercano sponsor, “qualche ditta o impresa che abbia voglia anche di presentarsi con un ruolo di beneficenza e investimento nella cultura per ottenere dei fondi – precisa il parroco – Con offerte di 100-200 €, che sono già cospicue, arriviamo a coprire molto poco: c’è da trovare qualche sistema per ottenere un finanziamento grande.”

“Purtroppo sia le istituzioni culturali sia la Conferenza Episcopale Italiana non finanziano questo tipo di restauro perché l’organo non è considerato antico: non arriva ai 50 anni e non rientra nella finalità dei beni artistici – prosegue il sacerdote – Tuttavia non possiamo aspettare che si rovini del tutto perché diventi un bene ‘artistico’ e poi chiedere i contributi: per mantenere viva la celebrazione della liturgia è bene muoversi per tempo.”

I privati cittadini possono versare le loro offerte recandosi in sacrestia o effettuando un bonifico bancario sul conto corrente della parrocchia all’IBAN IT91R0306909606100000116521 e con la causale “Restauro dell’organo”. Tutti coloro che contribuiranno, anche con piccole offerte, saranno menzionati in un elenco, “in modo tale che il lavoro di restauro abbia una dimensione corale e comunitaria”, come dice don Doglio.

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Ivano Lusso 13 Maggio 2026 - 12:50