Dal 5 al 7 giugno i Frati Minori Cappuccini di Savona hanno organizzato un pellegrinaggio in occasione degli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. Di seguito pubblichiamo il loro racconto su questa esperienza condivisa con alcuni fedeli della diocesi di Savona-Noli.
Dopo mesi di cammino iniziato a dicembre 2025 siamo giunti alla tappa conclusiva del nostro percorso “In cammino con san Francesco“, un viaggio fatto di incontri, riflessioni e condivisione e guidato da padre Alessandro Freccero, che ci ha accompagnati alla scoperta della spiritualità francescana. Il momento più atteso? Il pellegrinaggio ad Assisi, nei luoghi dove tutto ha avuto inizio. Un viaggio nel cuore… prima ancora che nei luoghi.
Siamo partiti da Savona con emozioni diverse: gioie, fatiche, domande, volti da portare nella preghiera. Un gruppo eterogeneo, dai 19 anni di Elisabetta ai 91 di padre Valentino, e unito da un’intuizione semplice ma profonda: l’incontro con Dio cambia davvero la vita.
La nostra prima tappa è stata uno dei luoghi più suggestivi del francescanesimo: l’Eremo delle Celle di Cortona. Immerso nel silenzio e nella natura, l’eremo ci ha subito invitati al raccoglimento. Qui pochi mesi prima della sua morte Francesco si fermò tornando da Firenze. Abbiamo celebrato la messa e respirato un clima di pace autentica.
Proseguendo siamo arrivati alla “culla” dell’Ordine francescano: la Porziuncola. Entrare nella grandiosa basilica e trovare al suo interno una piccola chiesa così essenziale è sempre sorprendente. È lì che tutto è iniziato ed è lì che Francesco comprese la sua missione. I vespri condivisi hanno chiuso una giornata intensa, segnata da silenzio, preghiera e fraternità. Il giorno seguente alcuni di noi si sono alzati prima dell’alba per raggiungere la basilica: pregare nel silenzio del mattino, davanti alla tomba del santo, è stata un’esperienza profonda e indimenticabile.
La visita a San Damiano ci ha riportati ad uno dei momenti chiave della vita di Francesco: “Va’ e ripara la mia casa!”. Un invito che non riguarda solo mura da ricostruire ma vite da trasformare. Tra salite, sorrisi e aiuto reciproco abbiamo raggiunto anche Santa Chiara, dove abbiamo sperimentato concretamente cosa significa camminare insieme: sostenersi, aspettarsi, condividere. Guidati da padre Marco Moroni, abbiamo visitato la Basilica di San Francesco, scoprendone la storia e i tesori artistici.
Il pellegrinaggio è poi continuato tra le vie di Assisi: la casa natale di Francesco, il fonte battesimale, i luoghi della sua giovinezza. Una delle tappe più significative è stata il Santuario della Spogliazione, in cui Francesco si spogliò di tutto per affidarsi completamente a Dio. Oggi custodisce anche le spoglie di san Carlo Acutis, creando un ponte tra santità antica e contemporanea. La processione serale a Santa Maria degli Angeli ha chiuso la seconda giornata, invece l’ultima giornata è stata dedicata alla celebrazione della messa ancora nella Basilica di San Francesco.
Siamo tornati a casa con qualcosa di difficile da descrivere: una pace profonda, una gioia semplice e la consapevolezza che questi giorni ci hanno cambiati. Il pellegrinaggio non finisce con il rientro, inizia proprio lì. Tornare alla quotidianità con uno sguardo nuovo è la vera sfida: provare, nel nostro piccolo, a fare ciò che Francesco ha fatto ogni giorno, ovvero incontrare Dio e lasciare che trasformi la nostra vita. Un augurio e un impegno che portiamo nel cuore, insieme ai volti e alle esperienze di questo cammino.



