Dal 24 agosto al 5 settembre un gruppo di giovani delle parrocchie di Genova Quarto, guidato dal parroco don Stefano Bisio, ha vissuto l’esperienza missionaria “We believe with Gambia”. Vi hanno preso parte anche alcuni ragazzi gambiani accolti dalla comunità e giovani volontari della Croce Verde Quarto dei Mille, che ha donato un’ambulanza alla popolazione locale come segno concreto dello spirito di condivisione germogliato in preparazione al viaggio. Ecco il racconto dei ragazzi.
Genova. Il progetto “We believe with Gambia” è frutto di un cammino di accoglienza e amicizia già avviato a Quarto. Grazie ad alcuni ragazzi gambiani accolti nelle parrocchie siamo entrati in contatto con la realtà di Farato e della sua scuola, che offre gratuitamente istruzione a centinaia di bambini vulnerabili in un contesto a larghissima maggioranza musulmana.
Non siamo partiti “per fare” ma per incontrare e scoprire che la fraternità cercata così lontano aveva già iniziato a prendere forma nelle relazioni costruite a casa. Più che singoli eventi, a segnare il nostro gruppo è stata la vita quotidiana a Farato: le famiglie, i mercati, il servizio scolastico. La scuola nasce dalla promessa della direttrice, successivamente diventata per molti una scelta di vita, di garantire il diritto allo studio, nella convinzione che la povertà non debba mai tradursi in un’educazione più povera.
Farato è un luogo di pace che avremmo potuto considerare meno avanzato ma ospita una comunità che, pur nelle differenze, è consapevole della presenza degli altri e delle loro esigenze. In un Paese in cui i cristiani rappresentano appena il 4% della popolazione l’incontro con la Chiesa locale e monsignor Anthony Raphael Bartholomew Sonko, vicario generale di Banjul, ha mostrato il volto di una Chiesa essenziale e lieta. Le vocazioni sono feconde, seppur contando solo venticinque sacerdoti, chiamati ad alimentare il cammino delle comunità mediante la Parola di Dio e i sacramenti.

Questa esperienza ci ha offerto un prezioso spunto sul dialogo interreligioso: a Farato cattolici e musulmani vivono apertamente la fede trovando in essa il motore per l’ascolto e il servizio reciproco. Tuttavia talvolta emergono episodi dolorosi legati a forme di integralismo di matrice cristiana o musulmana, come ci ha spiegato il vicario generale.
Il viaggio non è stato solo un’attività estiva ma qualcosa di molto denso e che ci ha messi alla prova sotto tanti punti di vista. In Gambia abbiamo “allenato” la comunità cristiana che vogliamo vivere nel nostro territorio. Il libro “Scelgo di non odiare” di padre Gigi Maccalli è stato per noi un vero tracciato: ci ha aiutati a comprendere che disponiamo continuamente di fatti e momenti in cui poter scegliere.
Il Gambia ci ha offerto uno spazio in cui incontrare in maniera nuova noi stessi. Un “io” isolato non raggiunge la pienezza, abbiamo bisogno di costruire un “noi”. Questa esperienza ha arato e seminato il terreno della nostra vita: i frutti li consegniamo a Dio e alla comunità. “We believe with Gambia” significa aver scoperto che la fraternità può nascere a Quarto, attraversare il mare, incontrare Farato e tornare a casa come una responsabilità nuova da condividere con l’intera comunità. Abbiamo vissuto un’esperienza straordinaria che ha superato ogni nostra aspettativa!





